Come il Senato compra, affitta e spende con i nostri soldi

Mag
2007
19

scritto da in Politica 2.0

3 commenti

Riporto un estratto dall’articolo “Il nuovo sacco di Roma” tratto dal settimanale OGGI n. 21 del 2007, scritto da Mauro Suttora, che mi ha colpito davvero tanto… Credo che farete gli stessi commenti che ho fatto io…

Venticinque anni fa il Senato aveva 3 palazzi. Oggi ne occupa ben 13. Se si aggiungono quelli di Camera e presidenza del Consiglio si arriva a 46 edifici. E non è ancora finita…

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è un palazzo di largo Toniolo, nel centro di Roma: il 4 maggio il Primo municipio della capitale ha negato all’unanimità il cambio di destinazione, da abitazioni a uffici, chiesto dal Senato.
Nel 1980 il Senato aveva 3 palazzi, oggi ne ha 13 e vorrebbe ancora espandersi, espellendo famiglie dalle loro case in affitto a prezzi popolari.
E’ solo l’ultimo capitolo di “Sprecopoli” che coinvolge non solo il Senato, ma tutte le istituzioni italiane: Camera, presidenza della Repubblica, ministeri. “Negli ultimi 20 anni i politici hanno fatto quel che hanno voluto”, spiega Mario Staderini, consigliere municipale artefice della bocciatura, “occupando a man bassa palazzi e comprandoli col denaro dei contribuenti. E’ ora di farla finita: oggi, tra Parlamento e presidenza del Consiglio, sono 46 i palazzi del centro dai quali sono stati espulsi i residenti per far spazio ai politici.”
Il numero dei parlamentari non è certo aumentato dall’inizio della Repubblica. Se l’Italia avesse, in proporzione ai nostri quali 60 milioni di abitanti, la stessa quantità di senatori degli Stati Uniti (che ne hanno 100, su una polopazione di quasi 300 milioni), i seggi di palazzo Madama dovrebbero ridursi da 320 a 20. Invece, il sovraffollamento di politici si è tradotto in un vero e proprio “sacco” immobiliare.

Tutto ciò è denunciato anche dal libro “La Casta (non Laetitia, eh??? 😉 ): così i politici italiani sono diventati intoccabili” (ed. Rizzoli) di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, che racconta gli sprechi della nomenklatura nostrana.
“Oggi le persone che vivono di politica in Italia, come parlamentari, eletti negli enti locali o consulenti, sono un esercito di 427 persone”, hanno calcolato i senatori Cesare Salvi e Massimo Villone, usciti dai DS, nel libro “Il costo della democrazia” (ed. Mondadori). Costo annuo totale: 4.000.000.000 di euro!!!!

3 commenti

  1. clarita
  2. django

Trackback e pingback

Non ci sono trackback e pingback dispinibili per questo articolo

Lascia un Commento