O.P.S. Il candidato è finto

Mag
2007
20

scritto da in Politica 2.0

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Gergo politichese, il gemellaggo con Obama, le primarie per eleggere la first lady. Un gruppo di studenti di Gaeta è sceso in campo ala vigilia delle comunali. Per smascherare il vero gioco delle poltrone. Articolo di Antonella Bersani tratto dal settimanale “Io Donna“, n. 20 del 2007.

L’outsider aspirante sindaco Luca Di Ciaccio infila la sua scheda nell’urna elettorale. Sorride alla telecamera illuminato dai flash dei reporter inneggiando l’ultimo slogan: “Spiagge gratis per tutti i gaetani”.

La sceneggiatura di quanto avverrà nel fine settimana elettorale del borgo laziale di Gaeta è già scritta. Il ventitreenne Di Ciaccio è infatti un candidato virtuale, che si è divertito a sperimentare la comunicazione politica sui suoi concittadini organizzando una finta campagna elettorale. In testa un’idea: dimostrare cosa distingue la realtà dalla finzione. La sua conclusione è che “non si distingue più”.

Alla vigilia del rinnovo delle amministrazioni di 7 province e oltre 800 comuni italiani, l’effetto non è male. Un’operazione in bilico tra goliardata ed esperimento scientifico-sociologico, condotta a colpi di video, manifesti elettorali poco ortodossi e slogan così scontati e populisti da rasentare il ridicolo. “Agli elettori sono piaciuti. La gente mi fermava per strada, chiedeva, si informava sul programma” testimonia Di Ciaccio. Uno dei candidati mi ha offert addirittura un’alleanza con la sua lista civica e un posto in giunta”.

Eppure Di Ciaccio e il suo staff di giovani laureati in scienze della comunicazione hano vistosamente ironizzato su tutto: il partito democratico, il proliferare di liste civiche, le primarie, il culto del leader e della first lady scopiazzato dagli americani. “Non mi chiedo cosa può fare Gaeta per me, ma cosa posso fare io per Gaeta” diceva citando John Kennedy nella videocassetta della “discesa in campo” recapitata alle tv locali. Grande il successo pure con le seguenti frasi precotte: “Gaeta è ferma”, “prima la sincerità e poi la verità“. E iniziative come le primarie indette per la scelta della first lady “perchè dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna”, oppure il party di gemellaggio con il candidato alle presidenziali USA Barack Obama.

Il comitato organizzativo, riunito nell’associazione Ops (Open political space) di Gaeta, non ha trascurato nulla: manifesti elettorali, comunicati stampa, dibattiti nella piazza comunale, interviste a circuiti alternativi come la web tv Telefree e Tele Monte Orlando, al tv di strafa alla cui fondazione ha partecipato anche Di Ciaccio. Il risultato è che il candidato virtuale si è inserito a pieno titolo tra gli aspiranti sindaci di Gaeta, rilanciato dala stampa locale senza che i cittadini sospettassero di nulla fino al 29 aprile, ultimo giorno per depositare le liste, quando Di Ciaccio ovviamente non ha presentato la sua.

Potere della comunicazione ma soprattutto degli spin doctor, gli scaltri consiglieri dei leader così bravi a “massaggiare i messaggi” da trasformarli in cioccolatini per l’opinione pubblica. Di loro un tempo di parlava poco, oggi sono addirittura celebrati al cinema.

In Italia mezzo milione di persone vive di politica e noi abbiamo voluto giocare alla politica, con esiti che sono andati oltre le nostre aspettative” sottolinea Paolo Guarino, il capo staff. Ora Luca Di Ciaccio si dice più tentato dal giornalismo che dalle poltrone elettorali, ma insieme ai suoi non ha resistito a lanciare il suo ultimo manifesto per Gaeta “nella speranza che qualcuno accolga le nostre proposte”.

Si va dagli incentivi per il recupero delle ex aree industriali da destinare ai fini sociali al Festival di You Tube, passando per le convenzioni con gli stabilimenti balneari per aumentare la quota di spiaggia libera. Tutto sommato, idee che meritano attenzione.

N.D.R.: Primo impegno del futuro sindaco di Matera… ripulirla dalle cartacce!!!!


(Spettacolo che si gode sotto la mia abitazione in pieno centro storico di una città con un patrimonio dell’umanità)

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