Mastella ti odio, un blog contro Mastella

Ott
2007
08

scritto da in Politica 2.0

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(via Webmasterpoint)

Su gentile concessione di Visionpost.it

Clemente Mastella non ce l’ha fatta. Dopo essersi lamentato per giorni dell’ “agguato” subito a Ballarò (e avere incassato la solidarietà di molti colleghi) ha deciso che doveva dare una dimostrazione di forza.

Ma dal momento che far cacciare un conduttore televisivo è roba per pesci molto grossi (chiedere a Santoro, Biagi e Luttazzi), lui, che risiede a Ceppaloni e non ad Arcore, ha scelto un bersaglio più modesto: un blog, un piccolo diario online reo di non trattarlo con il riguardo dovuto a un ministro.

Mastella ti odio, questo il nome del sito incriminato, si è così ritrovato al centro delle attenzioni della Polizia postale. E che non si tratti di un interesse puramente culturale lo conferma il sito del Corriere della sera.

In attesa di sapere come andrà a finire la vicenda, un suggerimento al Ministro della Giustizia ci sentiamo già di darlo: apra gli occhi, getti lo sguardo oltre i confini nazionali e osservi quello che personaggi politici di spicco (alcuni, sia detto con rispetto, molto più in vista di lui) accettano di subire dall’internet.

Bastano un paio di ricerche su Google e scoprirà, per esempio, quanto sia stoico George W. Bush nel sopportare gli strali che provengono, per esempio, dal blog Love America, Hate Bush, dedicato ai misfatti dell’attuale presidente, oppure dal sito WhyWehateBush.

Scoprirebbe poi che simile dose di pazienza anima Hilary Clinton, che, a quanto ci risulta, non sembra minacciare di far scomparire dalla faccia della rete BlogsAgainstHillary, un diario online dedicato a contrastare il suo percorso alla Casa Bianca a suon di denunce di scandali e diffusione di video, e nemmeno GottaStopHillary e AgainstHillaryClinton.

Si potrà dire che lo stoicismo dei due illustri colleghi di Mastella è decisamente aiutato (per non dire imposto) dalla legislazione e dalla cultura americana, che ritengono libertà di espressione un valore superiore alla reputazione di un uomo, per importante che sia. Vero, ma si potrebbe ricordare al Ministro che, indipendentemente dalle leggi, la reputazione è il bene più prezioso di un uomo politico. E che a metterla a repentaglio sono più le dimostrazioni di intolleranza alla critica e allo sberleffo che gli attacchi di un piccolo sito web.

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