Daniel Pennac a Matera

Feb
2008
15

scritto da in C'è Vita a Matera, Cose Serie

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Amanti della letteratura, annunciaziò annunciaziò: tra una settimana, venerdì 22 febbraio alle ore 16,30 presso la Sala Levi del Palazzo Lanfranchi a Matera, Daniel Pennac (che poi lui si chiama Pennacchioni di cognome, eh, sappiatelo) incontra i lettori in occasione della pubblicazione del suo ultimo lavoro “Diario di Scuola“.

L’evento è organizzato dal Women’s Fiction Festival e Matera rappresenta la seconda tappa del tour italiano dello scrittore francese. All’incontro parteciperanno anche Elizabeth Jennings, presidente dell’Associazione Women’s Fiction Festival, e Alberto Rollo, Editor at large della casa editrice Giangiacomo Feltrinelli editore.

L’autore poi andrà a Bari, dove incontrerà i suoi lettori presso la Feltrinelli alle ore 21.00.

L’autore
Daniel Pennac, nato a Casablanca nel 1944 già insegnante di lettere in un liceo parigino, dopo un’infanzia vissuta in giro per il mondo, tra l’Africa, l’Europa e l’Asia, si è definitivamente stabilito a Parigi. Accanto all’attività di scrittore si dedica all’insegnamento ai ragazzi difficili. Quando comincia a scrivere scopre una particolare propensione per storie comiche, surreali ma ben radicate nelle contraddizioni del nostro tempo. Ha raggiunto il successo dopo i quarant’anni con la tetralogia di Belleville. Quattro romanzi, editi in Italia tra il 1991 e il 1995, incentrati sul personaggio di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, e relativa famiglia. Claudio Bisio ha portato in scena con grande successo la pièce che Pennac ha tratto dalla sua saga Signor Malaussène prodotto dal Teatro dell’Archivolto con la regia di Giorgio Gallione.

Il libro
Diario di scuola affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo “alunni” si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli “sfaticati”, dei “fannulloni”, degli “scavezzacollo”, dei “cattivi soggetti”, insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex somaro lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d’angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell’istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel “mal di scuola” che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d’imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima – secondo Pennac – i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l’autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica.

Fonte : http://www.feltrinellieditore.it/

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