In questi giorni la blogosfera è invasa dalla tematica dell’aborto e delle legge 194. Io invece vorrei raccontarvi la storia di una ragazza che ha rinunciato a curarsi un tumore per dare la luce a sua figlia e che ora è morta.

(foto by hank73)
E’ la storia di Tonia, una ragazza della provincia di Napoli, che dopo tre anni di matrimonio con Nicola nel giro di 3 mesi ha due notizie: a settembre 2005 scopre di avere un tumore, a dicembre scopre di essere incinta di tre mesi. Tonia decide di portare avanti la gravidanza e di posticipare la chemioterapia a cui i medici dovevano sottoporla. A giugno 2006 nasce Sofia. “La mia scelta” dice Tonia al settimanale Oggi “non è stata dettata esclusivamente dalla fede, ma dalla razionalità: sentivo che la bambina sarebbe stata la medicina più efficace. Un malato di cancro deve trovare qualcosa di forte cui appigliarsi. Mamma coraggio io? No, non è giusto chiamarmi così: è stata mia figlia a dare coraggio a me”.
Ora Tonia non c’è più. Ma c’è Sofia, una bellissima bambina di un anno e mezzo che ha regalato a sua madre i 18 mesi più belli della sua vita, pur imperversati da atroci sofferenze.
[tags]aborto, vita, tumore, cancro[/tags]


Sono sicuro che Tonia è entrata a pieno titolo in Paradiso da dove proteggerà Sofia.
Spero che il Suo sacrificio non venga strumentalizzato dai seguaci del “piccolo testicolo”
Leo
bel nome sofia
scelta discutibile però come tutte,quella di tonia.pur sempre una SCELTA però.anche se appigliarsi ad una figlia sapendo di renderla orfana a brave..non so quanto coraggio ci sia.ci vedo anche tanto egoismo.non sta a noi giudicarlo però,sarà sofia.
auguri sofia e buona vita.
sicuramente la notizia verrà strumentalizzata,purtroppo.
speriamo che la gente accenda il cervello.
(che è poco trend ormai)
per intenderci..contesto semplicemente la spiegazione che ha dato la madre.
un figlio non può e non deve essere una medicina.
la vedo cmq una cosa molto naturale(e non certo coraggiosa) lasciarsi morire per una figlia.
se però puoi scegliere mettere al mondo una figlia orfana..mah.
poi c sn così tante variabili…
Non si può giudicare questa scelta, come non si sarebbe potuta giudicare la scelta opposta, perché, in sistuazioni come queste, il “giusto” o “sbagliato” sono soggettivi.
Non mi piace sentir parlare di coraggio da parte di Tonia, perché automaticamente si attribuisce poco coraggio alla scelta opposta e quindi la si fa apparire “meno giusta”.
non c’è contrasto tra una madre che sceglie di morire di cancro pur di dare alla luce sua figlia, e una madre che sceglie altrimenti di non avere un bimbo.
il punto è proprio avere la possibilità di esercitare una scelta consapevole. ogni donna ha la sua storia, il suo credo, i suoi motivi.
Non ci si può arrogare il diritto di giudicare chi agisce in un modo diverso da quello che avremmo scelto noi, perchè noi non possiamo capire le sue motivazioni profonde non conosciamo il suo vissuto, le sue aspirazioni.
Possiamo invece come stato moderno, tutelare il diritto di scegliere senza criminalizzare, aiutare la scelta e supportarla coi mezzi medici che l’anno 2000 ci mette a disposizione.
quoto susan al 100%. il mio post aveva proprio lo scopo di sottolineare questo: esercitare una scelta in un senso o nell’altro ed essere libera di esercitarlo… è coraggiosa chi decide di morire per dare la luce ad un altro essere umano ma è coraggiosa anche chi decide di non dare la luce ad un nuovo essere umano… entrambe pagano delle conseguenze
La piccola E’ prematura e sottopeso
In coma mette al mondo bimba viva
La donna, colpita da emorragia cerebrale, è stata fatta partorire con taglio cesareo a Genova
GENOVA – Una donna di 40 anni colpita da un’emorragia cerebrale giudicata gravissima dal pool di medici che l’ha presa in cura, in stato di coma, ha messo al mondo ieri mattina la bimba che portava in grembo a sette mesi di gestazione. La notizia è anticipata sul quotidiano genovese «Gazzetta del lunedì». È accaduto all’ospedale Galliera di Genova, dove la donna era stata trasportata d’urgenza in mattinata dopo avere perso improvvisamente i sensi. Mentre la quarantenne veniva trasferita nel nosocomio dalla sua abitazione di Masone (comune di 4.500 abitanti nell’entroterra di Gernova), al Pronto Soccorso si costituiva un pool di medici, neurologi, ginecologi e ostetrici, per intervenire immediatamente.
DOPPIO INTERVENTO – Dopo gli esami, con il parere favorevole del compagno e padre della bambina, si è deciso di sottoporre la donna a duplice e contemporaneo intervento chirurgico. Mentre la piccola veniva fatta nascere con taglio cesareo, la donna era operata al cervello per la riduzione del versamento cerebrale. La bimba, prematura e sottopeso, è stata affidata alle cure del reparto «neonati a rischio» dell’ospedale infantile Gaslini di Genova Quarto, mentre la madre è ricoverata in condizioni disperate nel reparto di rianimazione dell’ospedale Galliera.
18 febbraio 2008
purtroppo abbiamo un cervello ed esprimiamo pareri nel bene o nel male.
ben venga che in italia ci sia ancora la possibilità di scelta,dato che sta diventando un lusso.
però bloomwood i casi che hai postato non sn atti eroici,ma da protocollo.
in coma e incinta è sfiga.se si possono salvare entrambi bene venga,altrimenti meglio una vita che 0.
è un pò diverso da chi sceglie a priori di non curarsi.
Cara amica, sul tema consentimi di segnalare quanto ho scritto in queste ore.
http://www.lucania.ilcannocchiale.it/post/1800804.html
Grazie