Matera, scandalo all’Università

Lug
2008
31

scritto da in C'è Vita a Matera

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Segue l’articolo riportato su SassiLive:

Martedì 15 luglio il professore Giordano è stato convocato dal Gip per rispondere alle domande di rito e fare chiarezza sulle intercettazioni ambientali e i filmati video registrati dalla Polizia dopo le accuse rivolte da alcune studentesse per gli incontri “a luci rosse” avvenuti nello studio del professore ubicato nella sede materana di via San Biagio dell’Università degli studi di Basilicata. Assistito dall’avvocato Michele Porcari il professore si è però avvalso della facoltà di non rispondere. Il misterioso, ma poi mica tanto, Sex Gate dell’università materana, attende ora gli sviluppi della vicenda.

Alla Facoltà di Lettere e filosofia presso la sede materana dell’Università degli studi della Basilicata era un po’ come il segreto di Pulcinella: la voce girava da tempo. Una studentessa aveva qualche difficoltà a superare un esame o non era contenta del voto conseguito? Bastava rivolgersi a lui, nel suo ufficio, di solito tra le 18 e le 20, e tutto si aggiustava, come risulta dalle indagini sinora condotte dagli inquirenti. Il “lui” è il professor Emanuele Giordano, 55 anni, docente di dialettologia, dialettologia italiana, storia della lingua italiana, conduttore del laboratorio di italiano scritto, coordinatore dell’indirizzo linguistico letterario della Ssis, la scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario, protagonista di primo piano del panorama letterario regionale, frequentatore di cenacoli letterari, relatore di conferenze, affabulatore della platea studentesca per la sua mostruosa preparazione e per la sua incommensurabile passione per la lingua e la letteratura italiana.Chi lo conosce stenterebbe a credere alle accuse che gli vengono mosse, se non fosse per quelle intercettazioni ambientali e i video girati dalle telecamere della polizia nel suo studio ad incastrarlo. Ed ora il professore è agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’operazione della Squadra Mobile della Questura di Matera denominata “Privè” con l’accusa di violenza sessuale, concussione sessuale, contraffazione e falsificazione di atti pubblici in concorso con altri.Gli altri sono una professoressa di inglese, che ha dichiarato di aver cambiato un voto su un libretto perché glielo aveva chiesto Giordano, ed una studentessa, entrambi iscritti nel registro degli indagati, mentre è al vaglio degli inquirenti il coinvolgimento di due applicati di segreteria e di altri due docenti. Nell’ordinanza di arresto il gip Onorati afferma che Giordano era “caparbiamente incline a considerare il suo pubblico ufficio una sorta di privè da utilizzare per i suoi piaceri sessuali”.
Tutto è iniziato dalla querela di una studentessa sporta lo scorso mese di ottobre, a causa di avance particolarmente insistenti da parte del professore, dopo che già nel mese di luglio del 2007 la stessa ragazza si era rivolta solo confidenzialmente alla Mobile di Matera. Il lato per così dire “nobile” del meccanismo sta nel fatto che se la ragazza rifiutava veniva semplicemente giudicata come tutte le altre, e non penalizzata in sede di esame.

Era questo un meccanismo conosciuto all’interno dell’ambiente universitario materano, che però ha anche avuto ripercussioni su alcune studentesse che hanno preferito cambiare corso di laurea o addirittura abbandonare gli studi. Ora tutta la vicenda è seguita personalmente dal Procuratore capo Chieco, dopo che a seguire la vicenda era stato il pm Paola Morelli, da poco trasferita. Intanto tra studenti e docenti dell’Università lucana scattano le prime reazioni di indignazione, soprattutto nella sede centrale di Potenza, mentre le alte cariche dell’Ateneo, complice anche l’assenza del Rettore Tamburro che è all’estero, tacciono. Il professor Emanuele Giordano sarà interrogato entro mercoledì 16 luglio.

Resi noti i verbali della Polizia di Stato con le testimonianze di docenti e studentesse. Li riportiamo integralmente.

VERBALI PRIMA PARTE

Dichiara A) Per ripetere l’esame non superato:

“A luglio 2007 mi ero recata con B dal professore. Nel ricordarci di ritornare ad agosto per la correzione dei stessi per gli esami, ho visto il professore che con le mani tirava a se le due sedie su cui eravamo sedute, allo scopo di avvicinarci a lui; subito dopo allungava un braccio sul mio petto e con la mano mi toccava un seno, facendo pressione sullo stessocon le dita; preciso che con la mano stringeva completamente il seno, tanto
da farmi anche male. Durante il contatto ho sentito il Giordano che ansimava
ed emetteva gemiti di eccitazione; la prima pressione è durata alcuni secondi
ed è stata interrotta solo dalla mia mano che ha allontanato la sua dal mio
seno. Tali pressioni sul mio seno sono state diverse e si sono succedute una
dall’altra a breve distanza e ogni volta venivano da me interrotte, allontanandogli la sua mano dal seno. Non ho potuto vedere se faceva altrettanto con la mia amica in quanto ero seduta di lato ad essa, ma ritengo che faceva altrettantocon lei perché con le sedie eravamo accanto a lui ed intervallava le pressioni al seno, abbracciandoci entrambe e dicendoci: “che belle mie bambine, non vi preoccupate, risolviamo tutto”.
Dal momento della prima pressione al seno e fino all’ultima è trascorsa circa
una mezz’ora durante la quale le pressioniì sono state numerosissime. Aggiungo che durante tale mezz’ora, in una occasione il Giordano avvicinando il viso della mia amica al suo, mentre la teneva abbracciata, ha tentato di darle
un bacio sulle labbra, tentativo non riuscito poiché ho visto la mia amica spostare
il viso di lato e allontanarlo dal suo. Preciso che più volte abbiamo provato
ad alzarci per andare via senza riuscirci poiché il docente ci teneva strette
a lui e la morsa del suo abbraccio ci impediva di andare via; difatti ci siamo
riusciti solo quando ha tolto le sue braccia dai nostri corpi consentendoci così
di poterci alzare. Posso dire che tali toccamenti sono durati così tanto anche
perché ci ha colte di sorpresa ed in un primo momento eravamo incapaci di
reagire ed impotenti al suo volere. Aggiungo che i suoi gemiti gli ho sentiti
per tutta la durata dei palpeggiamenti. Riuscite ad alzarci, abbiamo detto che
andavamo via sentendoci rispondere dal Giordano che se non fossimo tornate
almeno un’altra volta per avere un incontro con lui, prima, dell’esame, quest’ultimo non lo avremmo superato…
…”
A novembre 2007 A dichiara:

“Alle ore 18,30, era il professor Giordano,
a telefonarmi invitandomi ad attenderlo nella corte di facoltà riferendomi
che era prossimo ad arrivare. Alcuni minuti più tardi con il professore facevamo ingresso nel suo ufficio facendomi accomodarsi una sedia, posta dinanzi
la sua scrivania. Appena entrati, il professore è uscito dalla stanza per fare
rientro dopo circa dieci minuti, sedendosi al mio fianco. Nel correggere gli
esercizi, costui mi abbracciava, ponendo la sua mano sulla schiena, dopo aver
abilmente sollevato la maglietta. Immediatamente mi opponevo spostando la mano del professore dalla mia schiena.
Poco dopo, nel proseguire la correzione degli esercizi, il professore poneva
la sua mano destra all’interno delle cosce, sfiorandomi addirittura l’inguine.
Anche in questo caso, gli spostavo la mano con mossa decisa, nonostante
ciò, proseguiva la sua opera di palpeggiamenti, anche se tutti prontamente
da me respinti. Sono stata costretta a subire le sue avances, per tutto il tempo
in cui sono rimasta nel suo ufficio e cioè sino alle ore 19.00 circa. Prima di uscire
dalla stanza del professore, mi ha ribadito di volermi incontrare per il giorno
successivo dopo avermi imposto di chiamarlo per concordare un nuovo incontro…
…”
(Dichiara B) Per ripetere l’esame non
superato.
A luglio 2007 mi ero recata con A dal
professore. “Quel pomeriggio ci recammo come d’appuntamento nel suo studio sito all’interno della facoltà mentre un’altra nostra amica (D) rimaneva ad aspettarci fuori della stanza. Trovammo il professore fuori del suo ufficio il quale ci fece accomodare all’interno. Quando lui è entrato la porta è rimasta socchiusa.
Si è seduto dalla stessa nostra parte rispetto alla sua scrivania posizionato
al centro con la sedia. A questo punto lui ci ha detto subito che non aveva trovato
i libri ma solo dei testi vecchi contenenti esercizi del tipo di quelli che
avremmo dovuto fare in sede di esame. Ricordo che ce li consegnò senza alcuna
cernita o selezione e che molti erano uguali tra loro. Mentre ci diceva che
non dovevamo preoccuparci per l’esame che dovevamo rifare mi accorsi dopo
qualche minuto di conversazione che lui con il braccio mi aveva cinto il
fianco e mi tirava con la sedia verso di lui. Questo atteggiamento di tirarmi a sé accadeva più volte durante l’incontro e alla fine sentivo che ogni volta che
avvicinava il suo viso al mio emetteva dei respiri affannosi che credo fossero
di eccitazione. Sono certa che lui non abbia tentato di baciarmi in bocca ma
solo di stare a contatto con me con il viso infatti ogni volte che giravo la testa o rimanevo fermami vedevo il suo viso addosso al mio. Anche con A faceva la stessa cosa perché ho visto che l’abbracciava attirandola a sé con la sedia. Sia io che A però eravamo quasi paralizzate dall’imbarazzo. A me non ha toccato il seno né le cosce limitandosi a tenermi la vita stretta con il braccio e a mettere il volto vicino al mio mentre continuava a rassicurarci e a dirci di stare tranquille e di non preoccuparci per l’esame… …”
(Dichiara F) altra persona offesa:

“….vorrei riferire alcune cose che non
hodetto il giorno 16 gennaio davanti al P.M.Devo ammettere, seppur con molta
difficoltà perché sono davvero molto imbarazzata, perché col Professore
Giordano la cosa era andata ben oltre. Mi spiego meglio. In quatro o cinque
circostanze, tutte ricomprese a ridosso dell’esame di laurea e cioè giugno – settembre 2006 – nelle fasi in cui il Giordano mi correggeva la tesi di laurea nel
suo ufficio, si avvicinava a me dopo avermi presa per un braccio mi tirava
verso se; lui si sedeva sul bordo della scrivania ubicata di fianco a quella da
lui solitamente occupata poi, si abbassava i pantaloni e, dopo avermi appoggiato
la mano sulla mia testa la dirigeva verso il suo pene pretendendo di fatto,
che gli praticassi del sesso orale. Sempre ho cercato di dissuaderlo dal fare
certe cose, ma sapevo che se non lo avessi fatto non avrei ottenuto quegli aiuti
che invece ottenevo dal Giordano.
Ancora una cosa vorrei dire: in due circostanze il Giordano è intervenuto
con due professori affinchè mi fosse aumentato il voto, il primo intervento riguardava la materia di inglese; nella prova da me sostenuta avevo ottenuto 23 nella valutazione; grazie all’intervento del Giordano, rifeci l’esame ed ottenni
30. Non ricordo il docente di tale materia ma ricordo che il nome era
straniero e si trattava di una donna. Il successivo interessamento da parte del
professore Giordano consentiva di aggiustare l’esame di Storia della Musica
che avevo già superato ottenendo 27. Non so come egli abbia fatto, ma sul mio
libretto degli esami, al giorno d’oggi risulta per tale esame 30 al posto di 27 che
avevo ottenuto…”
(Dichiara ancora F) altri episodi di aumento dei voti al fine di prendere la
laurea con il massimo dei voti.

“….L’esame di Lingua inglese-esercitazione
monodisciplinare, sostenuto in data 07.07.2004, con la docente della
quale ancora oggi non ricordo perfettamente il nome, mi pare …, (persona di nazionalità straniera) avevo ottenuto la votazione di 23/30 che ho accettato firmando sul registro d’esame dove la docente aveva scritto a penna, sia in cifre
che a lettere, il voto predetto. Questo voto la docente lo trascriveva subito dopo,
a penna, sul mio libretto universitario degli esami apponendovi la sua firma.
Mentre preparavo la tesi di laurea con il Prof. Giordano, nel calcolare la media
dei voti ottenuti agli esami da me sostenuti con la quale mi sarei presentata dinanzi alla commissione, con lo stesso professore, valutammo che mancavano
alcuni decimali alla menzionata media affichè il voto di partenza da presentare
in commissione fosse di 104 anziché 103 perché alla tesi vengono assegnati
6 punti anche se, pur presentandosi con 103, se la tesi è valida, solitamente,
la commissione assegna 7 voti. In ragione di detta valutazione il Prof.
Giordano mi propose di sostenere nuovamente l’esame di lingua inglese predetto.
Io accettai sostendendo detto esame dopo circa un anno con la stessa professoressa con il cognome straniero. Tengo a precisare che all’esame non
erano presenti altri esaminandi e che a questa prova fui valutata con 30/30 …
omissis… Per quanto attiene al mio libretto degli esami, alla conclusione della
citata seconda prova la professoressa non me lo chiese proprio. Dopo qualche
giorno, il Prof. Giordano mi chiese il libretto d’esami che gli consegnai. Nello
stesso giorno il Prof. Giordano mi restituì il libretto dove notai che il voto 23/30
della citata prova d’inglese era stato corretto in 30/30. Non ricordo se la correzione è avvenuta cancellando il precedente voto ovvero ricalvandovi sopra.
Tengo a precisare che sul mio libretto d’esame vi erano anche altre correzioni
che in sede di alcuni esami erano state fatte dai professori esaminanti per loro
errore materiale. Correzioni, quest’ultime, avvenute tutte in mia presenza.
Il secondo esame da me sostenuto, che nelle precedenti dichiarazioni avevo
affermato chiamarsi “Storia della Musica”, tengo a precisare che la denominazione esatta è “etnomusicologia- Storia della Musica”, sostenuto il 07.07.2006; la valutazione in sede d’esame risultò essere 27/30, anche in
questo caso, nella valutazione della media di cui si è accennato, il prof.Giordano,
mi disse che si doveva necessariamente innalzare tale voto, affinchè potessi
laurearmi col massimo dei voti. In questo caso, non sostenni un altro esame
come per il precedente di cui si è detto, ma la cosa si limitò alla consegna del
mio libretto d’esame personale al Giordano, il quale me lo riconsegnava successivamente col voto 30/30. Il Giordano precisò che aveva provveduto a correggere il voto anche sul registro, senza specificare come avesse fatto, se l’avesse chiesto a qualcuno. Quello che posso dire è che in Segreteria di facoltà
poco prima dell’esame di laurea, udii il segretario, del quale non ricordo il nome,
leggendo la votazione di tutti gli esami da me sostenuti, per quello di
musica mi disse che avevo preso 30/30
… … …omissis… …”
Alla luce di tutto ciò viene interpellato il professore N che dichiara quanto segue:
“… …omissis… …Guardando attentamente lo statino riconosco come mie solo
la sottoscrizione per esteso “… … …… …” e la grafia del “numero di codice
L0220” che è il mio codice personale. Sono esterefatto dal vedere questa cancellazione così vistosa tale a non consentire neppure la visione del voto che verosimilmente era espresso in lettere. Nego di averla mai fatto e dico con assoluta certezza che la scritta “trenta” apposta sopra la cancellatura a penna nera non è ia come non è mia la sigla posta n adiacenza che non so a chi appartenga”.
VERBALI SECONDA PARTE

CONTINUA DALLA PRIMA CON IL DISCORSO DEL PROFESSORE “N”

«Mi sembra invece che la grafia della compilazione dello statino sia riferibile alla Professoressa (G) …… … … che insegna storia della musica e di cui mi sembra di riconoscere la sigla apposta sotto il suo codice 0468. Ovviamente
non è neppure mia la correzione operata sulla cifra 30 che nasconde verosimilmenteì altro voto».

Per questo motivo e per coerenza investigativa veniva
ascoltata anche la professoressa G che dichiara: «… Riconosco come
appartenente alla mia grafia ciò che è stato scritto sulla statino tranne la
firma della ragazza F, la firma e il codice di E, la cancellatura è così grossolana
che non avrei mai e poi mai fatto, il trenta scritto sopra le lettere, la
parola incomprensibile che si trova più sopra e il trenta in cifre sovrapposto
ad un voto precedente che non riesco a leggere bene ma che comunque comincia con il due… Nego di avere mai effettuato quelle correzioni che risultano in
maniera così evidente. Anzi ritengo che qualcuno abbia tentato con quella parola indecifrabile di imitare la mia firma posta sotto il mio numero di codice 0468. Questo qualcuno certamente non è E perché non è sua la grafia».

La professoressa H
guardando lo statino in questione e dichiarava: «…… … …omissis… … Certa mente non è mia la correzione “dico 25 venticinque” che forse appartiene al prof I perché quando vi era necessità di correggere il voto si usava questa dicitura. Ricordo che il prof. I era molto pignolo ed era stretto di voti cosicché
piò essere anche accaduto che nella valutazione della sua materia avesse messo 23 e poi compensando con la valutazione avuta nella mia il voto finale fosse cambiato in 25. Però tenuto conto della “forma mentis” così precisa del prof. I posso metter in dubbio che si sia lasciato lo statino con la correzione del 25 piuttosto che annullarlo e rifarlo completamente in modo
pulito. E poi è difficile che si operi una correzione in tal senso perché già prima di scrivere si concorda il voto finale (eventualmente aumentato) e lo si trascrive
in modo pulito. Certamente escludo che in quella sede dal 25 si sia poi passati al trenta e per vari ordini e ragioni: primo perché uno statino così confuso e sovrascritto non l’avremmo mai rilasciato o trasmesso in segreteria per abitudine mia personale e del prof. I, secondo perché la scrittura
del trenta è visibilmente diversa dalla mia e da quella del prof. I, anzi sembra
che affianco ad essa si leggibile la firma di Emanuele
Giordano (ma non so dire poi se la grafia è la sua); il terzo il professore I già
difficilmente metteva trenta ma soprattutto mai metteva il trenta partendo dal ventitre o dal venticinque perché comunque il voto di partenza doveva essere molto alto e molto vicino al trenta tipo un 28 o un 29. … …Mi rendo conto che si tratta di uno statino pasticciatissimo che io ad un mio esame non avrei mai consentito venisse formato e trasmesso ufficialmente. Lei può controllare tutti i miei statini e vedere che nessuno è in queste condizioni. Non avrei mai firmato un pasticcio del genere……omissis… …».

Facendo guardare alla professoressa H uno statino
a firma congiunta con il prof. Giordano lei puntualizzava:
«Esaminando lo statino certamente riconosco come mia la sottoscrizione per esteso apposta sotto il codice n L0392 mentre non mi appartiene
la grafia di compilazione che è quella del prof. Giordano.
Presidente della Commissione. Non è mia la correzione del voto da
ventisei a trenta e non è mia la sigla apposta di fianco che è una “E” e una
“G”. torno a ripetere che al di là delle grafie che lei stessa può rendersi conto
che sono diverse io non avrei mai consentito un innalzamento da ventisei a trenta perché ciò come ho detto può avvenire tra voti molto vicini tra loro… … Se la siglia EG fosse stata apposta dal prof Giordano certamente l’aumento di
voto non è stato con me concordato».
La professoressa H continua
e dichiara. «Verso dicembre – gennaio u.s. una studentessa di cui non ricordo il nome che aveva fatto l’esame parecchi mesi fa nella mia materia e quindi con la
Commissione composta da me e dal prof. Giordano (forse nel mese di luglio
2007 o ancora prima) venne da me a lamentarsi che il suo statino “madre” a distanza di oltre sei mesi dalla sua formazione non risultava
ancora trasmesso alla segreteria di via Lazzazzera impedendole, questa
circostanza, di ottenere uan borsa di studio di circa 1.300 euro. Per tranquillizzarla telefonai al Giordano in sua presenza perché la ragazza era molto
spazientita. Giordano ammise che c’era stata in effetti
nella trasmissione di quello e degli altri statini da lui custoditi della sessione estiva e autunnale un po’ di ritardo ma che comunque li aveva già consegnati
in segreteria. Allora siamo andati giù dalla signora L in segreteria e lei mi confermava che il Giordano glieli aveva consegnati solo qualche giorno
prima e che lei a sua volta aveva provveduto a trasmetterli alla segreteria di
via Lazzazzera alla
dott.ssa (M)».

VERBALI TERZA PARTE

Il prof N ha sempre dichiarato di aver affidato i registi della sua materia al prof Giordano di cui si fidava ciecamente: “…I miei registri (che erano una pila enorme perché come già detto la mia materia
era associata a molte altre quindi per ogni binomio c’era un registro a me riconducibile) erano tenuti in custodia dal professore Giordano Emanuele nel suo studio/ufficio che egli condivide con altri docenti. …Li teneva lui innanzitutto perché è una persona di cui mi fido in modo assoluto,
perché mi è amico e tuttoggi mi aiuta di sua spontanea volontà a sostenere gli esami nella sede di Potenza e poi perché non avrei saputo a chi affidarli e dove tenerli in quanto io non ero stabile in sede ma facevo come molti dei miei colleghi la spola”.
L’11 aprile 2008 la prof. L dichiara: “Nel mese di novembre 2006 fui contattata in università a Matera dal prof. Giordano il quale mi disse che una sua tesista molto brava aveva preso un voto basso nella mia materia (Inglese) e mi chiese se potevo fare un’integrazione d’esame che poteva aumentare
il voto. Non ricordo se questa ragazza facesse il Major cioè in indirizzo di lingua
ove quest’ultima ovviamente riveste enorme importanza. Ricordo però che il
prof. Giordano mi specificò che questa studentessa avrebbe voluto dopo la laurea continuare nel campo della ricerca e che quindi la votazione più alta le sarebbe stata indispensabile.
A domanda rispondo: La ragazza non era presente il giorno in cui ci siamo parlati
perché l’ho vista solo il giorno fissato per l’interrogazione orale. Specifico infatti che io dissi al professore che avrei potuto sentirla in lingua inglese sull’oggetto della tesi che stava preparando con lui. Non ricordo esattamente quando ma nell’arco di poco tempo l’interrogazione orale fu fatta in un’aula universitaria
nella sede di San Rocco alla presenza ovviamente della F e ricordo che ci fosse anche lui il prof Giordano. Ricordo anche che come al mio solito avevo chiamato due ragazzi a testimoniare lo svolgimento dell’esame il cui nome non ricordo.
La presenza del Giordano non era continua in quanto il colloquio con la F
avveniva nell’aula n. 31 e lui faceva aventi e dietro dal suo studio che si trovava al piano di sotto. Credo che fosse mattina. Poi io e la ragazza siamo andati in studio da Giordano per dirgli che era andata bene.
Durante il colloquio integrativo non verbalizzai nulla né le domande né le risposte né detti un voto anche perché non avevo con me il registro. Produco 4 fogli datimi dalla F in sede di colloquio dei quali due sono la traduzione in italiano dei due scritti in inglese.
E’ stato un compito che io non le avevo richiesto per il tramite del Giordano al quale avevo detto che mi sarebbe stato sufficiente un colloquio orale. Li presi comunque e li ho conservati nel mio registro tanto che adesso posso fornirveli. Non nello stesso giorno del
colloquio ma qualche giorno più tardi il Giordano mi disse che dovevamo mettere la nuova valutazione sullo statino. Non gli chiesi esattamente come avrebbe ripreso lo statino originale formato due anni prima ma certo è che mi dette appuntamento presso la segreteria di via La zazzera in orario di pranzo e mi disse di portare con me il registro ove vi era il foglio “figlia” dello statino “madre” che io avevo trasmesso regolarmente in segreteria. Lì entrammo insieme all’interno della stanza che si trova subito a destra entrando con una grande vetrata dopo che io lo avevo aspettato fuori qualche minuto. Ricordo che Giordano aveva lo statino in originale (non so come se lo sia procurato) e che lo sovrapponesse sulla corrispondente copia n. 146 che c’era nel registro che io avevo portato. Io poi apposi la correzione di modo che essa comparisse
su entrambi gli statiti sovrapposti e ricordo che dopo avrebbe barrato il voto 23 e posto quello di trenta in cifre e lettere, Giordano mi chiese di siglare l’operazione per cui tutte le modifiche sono a mia mano.
Fu tutto molto veloce per cui non so dire come e quando il Giordano si fosse procurato l’originale.
La F non era presente alla correzione operata e non ricordo se c’era qualcuno in segreteria. Una volta corretto non so che fine abbia fatto lo statino perché io me ne sono andata mentre il Giordano era rimasto lì. Guardando la copia del libretto della F posso dire che certamente è mia la grafia della dicitura dell’esame e la firma affianco però non mi sembra la mia grafia del trenta soprascritto su altro voto.
Non ricordo affatto di avere apportato modifiche pure sul libretto ma non posso escludere che sia mia la grafia del trenta e la sigla. Questa è stata l’unica volta che Giordano mi ha chiesto di fare una cosa del genere. Credo che Giordano abbia chiesto proprio a me di fare questa modifica perché la studentessa aveva interesse ad ottenere un aumento di voto
nella mia materia e perché forse Giordano ha approfittato della mia ingenuità. Io non credevo di fare nulla di contrario a legge perché ho accettato la proposta. E poi anche perché il prof. Giordano insieme al prof. N rappresentavano e rappresentano i nostri punti di riferimento per cui
non ho minimamente pensato che quello mi avrebbe fatto fare qualcosa di sbagliato. Solo ora mi rendo conto della gravità di ciò che ho fatto e mi sento completamente ingannata dal Giordano.”

La sig.ra O ( la quale risultava avere immesso le votazioni di trenta per tre degli
statini acquisiti) riferiva del forte interessamento che il Giordano manifestava per la F e dichiarava:
“Conosco F per essere una nostra studentessa e per essere stata tesista del prof Giordano. Ricordo che la studentessa si laureò nella sessione straordinaria del 2007 (mese marzo) e che il prof Giordano ci teneva molto a lei anche se non so perché. Infatti, veniva spesso in segreteria qualche
mese prima che la stessa si laureasse per sapere come era la situazione dal punto di vista degli esami, se il piano di studio era completo e ricordo che parlava spesso anche con il mio collega V. Una volta (quattro o cinque mesi prima dell’esame di laurea) ricordo che il prof. Giordano mi chiese di controllare se tutti gli statini della F erano a posto ed erano stati registrati al Giss così io andai a prendere il fascicolo personale della F dallo schedario e lo
portai sulla mia scrivania. Sempre alla presenza del prof. Giordano detti uno sguardo sommario a tutti gli statini che si trovavano all’interno del fascicolo confrontandoli con quelli inseriti nel sistema Giss e mi sembra che risultasse corrispondenza quantomeno numerica tra il dato cartaceo e quello informatico. Cioè io controllai soltanto che a ciascuno statino corrispondesse la registrazione nel sistema senza controllare la corrispondenza delle date e delle votazioni.
Non risultavano statini non registrati fatta eccezione per quelli ancora accantonati che come ho detto non potevano essere registrati nell’immediato per non essere aggiornato il piano di studi. Dopo questo controllo abbiamo messo a posto nello schedario il fascicolo personale della F e il Giordano si è rivolto ad V. Infatti per ulteriori e più approfonditi controlli ci pensa V che è incaricato di prendere il fascicolo personale di ogni studente poco prima della laure (due tre mesi prima) per verificare se tutto è a posto. So che Giordano
si è rivolto più volte a lui per la F qualche mese prima del marzo 2007 per averli visti in segreteria. V è anche abilitato a registrare gli statini. Lui conosce
la mia password ma io non conosco la sua.
Non mi è mai capitato che il prof Giordano abbia chiesto questi controlli per altri studenti (non so se lo abbia fatto con altri miei colleghi) né mi è capitato di vedere docenti interessarsi al controllo degli statini visto che di solito sono gli studenti stessi ad interessarsi che tutto sia completo dal punto di vista burocratico prima della seduta di laurea”.

Altra persona offesa Z, dopo aver visionato foto e compact disk dichiarava:
“Si purtroppo è vero che nel mese di febbraio quando andava di pomeriggio succedeva quello che dicono le foto e cioè che mi “allungava le mani” sui glutei, sui fianchi per esempio quando mi alzavo per andarmene e lui mi accompagnava
alla porta dicendomi “non si preoccupi stai tranquilla” e abbracciandomi le sue mani scivolano giù sui fianchi, oppure quando mi fece veder le tesi che stavano
nell’armadio per raffrontarle con la mia e da dietro improvvisamente mi ha cinto i fianchi e mi ha abbracciata. Quando mi trovavo vicino a lui dinnanzi al monitor del computer per visionare la tesi il professore con me era molto gentile e affettuoso dicendomi (poiché devo dire sono molto apprensiva) di stare tranquilla, che la tesi procedeva bene, che potevo darla anche per marzo (cioè prima rispetto a quando volevo io) ed era anche in quel momento che a volte mi accarezzava sui fianchi e sui glutei. Però nonmi ha mai palpeggiato i seni né ha mai in modo prolungato fatto carezze o tentato di baciarmi perchè non avrei mai e poi mai consentito che andasseoltre questi toccamenti che erano sempre improvvisi mentre parlavamo di studio.
Io non ho mai reagito con violenza quando questo accadeva
perché preferivo piuttosto cercare di allontanarmi e di dissuaderlo facendo finta
di occuparmi di altro, per esempio tiravo fuori dalla
borsa i testi o i documenti che lui mi doveva firmare…Mi accorgevoche
se io mi ritraevo lui si fermava e diventava di nuovo serio. E’ come se avesse
duepersonalità: da un lato c’è il professore disponibile, bravo,
preparato stimato dai suoi colleghii e gentile con noi studentesse (per esempio a me durante tutta la preparazionedella tesi mi ha sempre incoraggiato, rasserenato, e anche concretamente mi ha fornito materiale utile come per es il cd del film “la fabbrica di cioccolato” che mi serviva per la tesi e il relativo romanzo inglese) e dall’altro la persona che ha avuto in certi momenti questi atteggiamenti di approfittamento del fatto che io lo rispettassi comunque. Forse lui sapeva che io non potevo che subire i suoi toccamenti.
Io non l’ho mai provocato anzi mi sono sempre recata
da lui vestita in modo consono e decente. Dopo che la prima volta mi è capitato che lui mi toccasse ho sempre e ancora di più di quanto facessi prima
cercato di vestirmi in modo discreto con i pantaloni, con il dolcevita senza scollature……… omissis ………
Sono fidanzata da sette anni con un ragazzo di qui al quale non ho mai per ovvie ragioni detto nulla.Comesi fa a dire una cosa del genere? Mi avrebbe costretta a raccontare tutto! Il professore Giordano lasciava sempre la porta aperta durante i nostri incontri pomeridiani (verso le 15) tant’è che una volta, mi ricordo, che stavo vicina a lui seduta dinanzi al Pc e aveva le mani sui miei fianchi, entrò improvvisamente una ragazza che fa la tesi con lui (ma non si è laureata né a marzo né ad aprile di quest’anno) che mi guardò male tanto che io non sapevo dove mettere la faccia… omissis…
Sono stata disposta ad accettare certi comportamenti
del prof Giordano perché era il mio relatore e perché con i suoi modi gentili non volevo che mi rispondesse che ero io che fraintendevo i suoi atteggiamenti.
Io restavo “bloccata”in quei momenti perché alla fine non sai che fare e non sai neppure se gli altri ti crederebbero”.

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