Karst hydrology, geomorphology and associated hazards in soluble rocks

Nov
2008
20

scritto da in C'è Vita a Matera, Cose Serie

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Il mio territorio si sta dimostrando davvero all’avanguardia nei temi dei rischi e del monitoraggio ambientale. E sono davvero numerose le giornate e gli eventi dedicati a questo tema che vengono organizzati con un target di riferimento che non è solo locale, ma si rivolge ad una platea ben più ampia, ospitando dei relatori internazionali.

Il prossimo evento si terrà sabato 29 novembre a Matera, presso il Palazzo Lanfranchi e si intitola Karst hydrology, geomorphology and associated hazards in soluble rocks.

Un capitolo importante nell’ampio volume dei Rischi Naturali è dedicato a quelli derivanti dalla presenza, in affioramento o con modesti ricoprimenti, dalle rocce solubili, cui, per affinità fenomenologica, potrebbero associarsi anche le rocce erodibili.
Se temibile è la diffusione delle fenomenologie che conducono a situazioni di pericolosità e di rischio nelle rocce carbonatiche, non lo sono meno quelle nelle rocce evaporitiche, meno diffuse, ma con cinetiche enormemente più veloci, soprattutto in taluni contesti.
I territori della Basilicata e quelli della vicina Puglia sono interessati in larghe aree da tali fenomeni, patologie al momento senza cure, che definiscono condizioni critiche per chi inavvertitamente o imprudentemente si posiziona in loro prossimità.
Ma pericolosità e rischio afferiscono anche alla sfera idrologica, idraulica e delle risorse idriche sotterranee.
L’immane sconvolgimento ambientale provocato, per esempio, dalle pratiche di “miglioramento fondiario”, cioè lo spietramento selvaggio, non è stato ancora appieno percepito nella sua gravità, così come i ripetuti alluvionamenti in aree, nelle quali sembrava logico poter fare quello che si voleva, senza chiedere permesso alla natura.
La giornata organizzata con l’incoraggiamento ed il sostegno di molti, tra cui è d’obbligo citare il Comune di Matera e le Autorità di Bacino della Basilicata e della Puglia, oltre che con l’entusiastica adesione degli oratori, riprende con l’intenzione di proseguirli con informale periodicità, i Geo dì,
colloqui di Scienze della Terra, interfaccia e mixer tra le varie culture e gli amanti delle scienze applicate. La sfida è quella di incrociare, per unire, culture diverse; il risultato è l’integrazione operativa, con speranze di immediata ricaduta culturale e scientifica.
Partecipano alla giornata illustri specialisti provenienti da diverse sedi italiane ed europee, tutti con ampie esperienze internazionali e, non sarà difficile verificarlo, non certo puramente teoriche. Le tematiche trattate, compresse purtroppo in una sola giornata, si estendono a due aspetti
fondamentali: lo stato dell’arte della prevedibilità fenomenologica e la necessità di integrare la pericolosità nel giusto contesto pianificatorio.
Sacrificando il tempo per i break, si spera di disporre di tempo per discussioni e per una tavola rotonda finale intorno alle problematiche esaminate, nella quale si risponderà alla provocazione iniziale: c’era una volta il rischio carsico. (Giuseppe Spilotro)

Per maggiori informazioni, scarica la brochure dell’evento.

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