Temporary shop

Feb
2009
05

scritto da in Cose Serie, Fashion & Trends, Il mondo della Pubblicità

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In questo periodo di crisi, una nuova strategia di marketing sta prendendo piede nel settore del commercio: l’apertura di temporary shop.


(foto di kjpm)

Cosa sono? “Si tratta di negozi con un periodo di apertura limitato e prestabilito che può variare dai pochi giorni a diverse settimane, fino ad un massimo di poco più di un mese, con tanto di countdown a vista a scandire ore, minuti e secondi che mancano alla chiusura. Il fenomeno, nato nel 2003 in Gran Bretagna, si è diffuso successivamente nella Grande Mela ed è sbarcato in Italia nel 2007, riscuotendo enorme successo. Il segreto? Secondo gli psicologi sarebbe merito di un meccanismo di ansia, propulsore di curiosità che spingerebbe shopping addict, ma non solo, a correre a visitare lo shop, a prescindere che poi si acquisti o meno il prodotto, rilasciando incosciamente un feedback positivo al brand. Secondo gli uomini del marketing che ne tessono le lodi, il gioco forza risiederebbe tutto nella sensazione, varcando la soglia di questi store a tempo, di partecipazione ad un vero e proprio evento unico e inedito.” (fonte: Misstrendy)

“Lo scopo del Temporary shop è lo stesso di quello di una tradizionale campagna pubblicitaria, ma l’effetto finale è quello di dare la sensazione di partecipazione ad un vero e proprio evento. In Italia alcuni esempi se ne possono vedere a Milano. Queste strategie fanno pensare ad un adeguamento della pubblicità offline ai principi dell’online, eventi del genere infatti sono facili da quantificare così come la pubblicità su Internet e magari hanno un investimento minore procurando un’efficacia maggiore proprio come il Web.” (fonte: Onemarketing)

“Capita così che L’Oreal apra dei negozi per sole 5 settimane in zone di villeggiatura alla moda o che a Treviso ci sia Loft, un temporary di abbigliamento fashion. Che un punto vendita di Target apra per un mese e mezzo nel Rockfeller Center per poi chiudere e rispuntare su un battello nel bel mezzo del fiume Hudson (a NY). O ancora che Nike apra dei negozi in giro per Tokio che durino solo un paio di mesi e la compagnia aerea Song apra per sole 9 settimane a SoHo (sempre NY) un negozio in cui, fra le altre cose (gadget, menù, ecc..) si vendono anche biglietti aerei.” (fonte: TheRetailer)

In italiano la parola “Temporary Shop” si traduce con “Esercizi di vicinato temporanei” e a questi sono assimilate anche quelle bancarelle che vediamo durante le feste patronali… il concetto è lo stesso: le bancarelle sono autorizzate a vendere solo per il periodo della festa… e quindi sono dei negozi a tempo determinato… Mancano solo del countdown, presente nelle vetrine dei fashion temporary shop.

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  1. Edo

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