Matera, cittadella della scienza

Nov
2009
19

scritto da in C'è Vita a Matera, New Technologies

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L’Agenzia spaziale italiana e la Regione Basilicata hanno sottoscritto lunedì un accordo che prevede investimenti del valore di 24 milioni di euro per sviluppare il Centro di Geodesia Spaziale “Giuseppe Colombo”. Qui opera oltre all’Agenzia Spaziale Italiana anche la società E-Geos che ha per oggetto lo svolgimento di attività di sviluppo, produzione e commercializzazione di servizi, prodotti ed applicazioni nel settore dell’Osservazione della Terra.

Le attività del polo di Matera saranno ampliate ed integrate con la creazione di un centro di eccellenza per l’interpretazione dei dati di osservazione della Terra rilevati da satellite (Cidot), di una rete di Remote Sensing per il monitoraggio del territorio, di un centro permanente per l’alta formazione, di un parco scientifico e spaziale.

Nascerà così una “Cittadella dello spazio” di Matera, in cui potranno coesistere ed integrarsi ricerca, formazione, divulgazione, impresa e sperimentazione, anche con il coinvolgimento dell’Università di Basilicata e favorendo lo sviluppo del tessuto produttivo e della rete di imprese e consorzi per lo sviluppo tecnologico e il monitoraggio ambientale.

Il Centro di Calcolo del Cidot (Centro di interpretazione dei dati di osservazione della Terra) coopererà con la Difesa, l’università e l’industria, per l’interpretazione dei dati di Osservazione della Terra ad alta e altissima risoluzione sia in ambito civile che militare, in particolare sfruttando i dati della missione COSMO-SkyMed. Il Parco scientifico e spaziale ha l’obiettivo di diventare il centro di riferimento del Mediterraneo per la divulgazione scientifica e gli studi astronomici e astrofisici, tanto per il mondo scolastico e universitario quanto per il mondo produttivo e delle istituzioni. Infine la Rete fiduciale di “Remote Sensing” in Basilicata servirà al monitoraggio del territorio, in particolare per quanto riguarda le frane ed i fenomeni di subsidenza (abbassamento della superficie terrestre), nonché per il monitoraggio dei bacini idrici.

“La stazione di Matera – ha detto Saggese – diventerà sempre di più un centro strategico per l’attività dell’Asi a livello mondiale come già testimoniato dall’esperienza di Cosmo SkyMed. Stiamo costruendo la terza generazione di Cosmo Skymed in cui il centro di interpretazione dei dati di Matera diventa strategico per l’intero Paese”.

All’incontro è intervenuto il vicepresidente della Regione e assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico. “A distanza di un quarto di secolo e dopo che si è tentato di chiuderlo – ha detto Santochirico – proviamo a rilanciare questo centro non solo riprendendo una sua funzione essenziale come l‘osservazione della terra, ma ampliando e valorizzando altri settori di attività”. “Ricordo come fosse ieri – ha continuato Santochirico – quando nel dicembre 2005 si spensero le luci di questo centro e molti di noi erano qui fuori a protestare. A distanza di poco più di tre anni la situazione si è capovolta e oggi riprendiamo e rilanciamo questo centro con nuove e più ambiziose iniziative. Proviamo ad arricchire e diversificare questo centro per farne un polo di carattere scientifico, produttivo e formativo. Pensiamo che qui possa nascere una grande opportunità anche per le imprese, non solo lucane. Con questa intesa, inoltre – ha concluso Santochirico – proviamo a rafforzare questa struttura arricchendola con un parco ludico per radicare ulteriormente la sua presenza nella società, nel territorio”.

Per l’assessore regionale alle Attività produttive, Gennaro Straziuso “la valorizzazione di questo centro arriva in un momento particolarmente delicato a causa della crisi economica che sta attraversando il Paese e la nostra regione. Siamo convinti che puntando sulla modernizzazione possano nascere nuove imprese e lo sviluppo economico possa riprendere a camminare”.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al presidente della Regione, Vito De Filippo. “Quella di oggi – ha detto de Filippo – è un’opportunità per l’Asi, ma anche e soprattutto per la nostra regione. Noi siamo convinti che il Sud deve provare puntare sull’innovazione anche se questo tema appare come il più remoto dei contrari se lo guardiamo con le indicazioni del vocabolario geografico del nostro paese. Le regioni del Mezzogiorno devono provare a indirizzare le proprie scelte sulla ricerca e sull’innovazione, vale a dire sui settori più all’avanguardia. La Basilicata si sta muovendo da tempo in questa direzione partecipando, ad esempio, a una rete europea sulla ricerca e sull’osservazione della terra che prova a determinare implicazioni positive, anche più generali che sono dentro il programma Cosmo SkyMed, sul versante della tutela dell’ambiente e della protezione civile. Abbiamo scritto e approvato con il nuovo un piano della ricerca e dell’innovazione una scelta netta e puntuale su quattro settori: automotive e infomobilità con la Fiat, agrobiotecnologie nel Metapontino, l’energia nella Val D’Agri e, per Matera, l’osservazione della terra. I nostri programmi sono quindi indirizzati a sostenere queste attività. Noi immaginiamo che questa iniziativa rappresenti un’occasione importante per mettere la Basilicata in una rete mondiale con un aumento sostanziale di share intorno a questo territorio. La Basilicata è una regione piccola e non può competere sulla grandezza dei numeri e delle dimensioni. Noi pensiamo che questa debolezza, sommata alla sua posizione geografica, si possa affrontare innovando la regione e facendola diventare più agile e più veloce. Ecco perchè abbiamo trovato in Area Scienze Park un vettore importante nel passaggio della ricerca alle imprese. Le numerose imprese giovanili nate in questo contesto sono l’esempio migliore per rendere la Basilicata più agile e snella e per affrontare il futuro in una nuova dimensione”.

Gli investimenti saranno realizzati nell’arco di tre anni dalla data di sottoscrizione del protocollo di attuazione dell’accordo.

(via ASIBasilicatanet)

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