Archivio per 2009 | Pagina di archivio annuale

scritto da in C'è Vita a Matera, Cinema & TV

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Oggi possiamo dire che inizia il Natale al cinema. Il primo film a tema natalizio fa la sua uscita sul maxi schermo. Sto parlando di “A Christmas Carol“, ennesima elaborazione del romanzo di Charles Dickens a cura della Walt Disney. Questa volta ha come protagonista Jim Carrey nei panni di Scrooge e per la prima volta si può vedere in 3D.

Tra due settimane, il 18 dicembre, tocca invece al cartone animato della Walt Disney di Natale ai due cinepanettoni italiani che si contenderanno la nomination del cinepanettone più visto del Natale 2009.

Il cartone animato che Disney ha creato per questo Natale mi riporta un po’ ai vecchi tempi e mi ricorda un po’ la Sirenetta, la Bella e la Bestia, insomma, quel genere. Si chiama “La Principessa e il Ranocchio“:

[Questo me lo vado a vedere (ovviamente con il mio ranocchietto).]

Per quanto riguarda i cinepanettoni italiani, quest’anno abbiamo da una parte l’intramontabile Christian De Sica con il suo “Natale a Beverly Hills” in cui figurano anche Alessandro Gassman, Emanuele Propizio, Gian Marco Tognazzi, Massimo Ghini, Michela Quattrociocche, Michelle Hunziker, Paolo Conticini e Sabrina Ferilli. || Read more

scritto da in Letture & Romanzi

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Durante lo scorso Women’s Fiction Festival, ho avuto modo di ascoltare la scrittrice Giuseppina Torregrossa, autrice del romanzo “Il conto delle minne“. Sono davvero rimasta affascinata dal suo modo semplice e schietto di raccontarsi e ciò ha sollecitato la mia convinzione ad acquistare il suo romanzo. Già ne avevo sentito parlare molto bene, ma il suo incontro è stato la ciliegina sulla torta, anzi, sulla minna (visto che siamo in tema). E ne ho anche approfittato per farmi autografare il volume acquistato.

conto_delle_minne

Tra i generi che preferisco, uno è sicuramente rappresentato dai romanzi ambientati in tempi e culture differenti dai miei e che raccontano storie di un passato lontano nel tempo ma vicino come tradizione. “Il conto delle minne” per me appartiene proprio a questo genere. La protagonista è Agata, una giovane donna palermitana, insieme alle donne della sua famiglia: in primo luogo le nonne Agata e Margherita e le bisnonne Luisa e Assunta, le cui storie si intrecciano con la vita di Agata e il cui filo conduttore è rappresentato dalle loro minne.

Ecco la sinossi riportata sulla copertina del libro:

Ogni anno, il cinque di febbraio, nonna Agata vuole accanto a sé la nipote Agatina per insegnarle i segreti della preparazione dei dolci in onore della santa di cui entrambe portano il nome. Mentre impastano le cassatelle a forma di seno, le minne, la nonna racconta il martirio della Santuzza, cui il crudele console Quinziano, non sopportando di sentirsi respinto, fece tagliare le mammelle.
La vicenda drammatica e spaventosa offre l’occasione per mettere in guardia la nipotina su una delle regole del mondo maschile: «… Devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane».
Questo è solo uno dei tanti avvertimenti, proverbi, consigli che – insieme alla ricetta delle cassatelle – nonna Agata lascia in eredità alla nipote, ingredienti indispensabili a fare di lei una donna. E proprio da qui, dal profumo di ricotta e cioccolato che pervade la cucina dove Agatina ascolta rapita lu cuntu, il racconto della nonna, parte la rievocazione della grande storia di due famiglie siciliane e delle loro donne fiere o meschine, timide o focose.
È la voce della più giovane, Agatina, ad accompagnarci lungo un secolo di storie a conoscere le nonne, le bisnonne, le zie; per ciascuna di loro le minne che portano sul petto hanno un significato speciale: grandi o quasi assenti, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o ammalorate, esse diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della loro femminilità, del loro orgoglio, del loro straordinario potere o della sottomissione alle dure leggi del mondo maschile.
Il conto delle minne – non si stancava di ripetere nonna Agata – dev’essere pari: due seni, e due dolci, per ogni fanciulla. Ma la vita è imprevedibile e il seno, morbido viatico di gioia e nutrimento, può celare in sé anche la malattia e il disamore: i conti, allora, potrebbero non tornare…
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scritto da in Fashion & Trends

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Mancano solo 24 giorni al Natale e ormai le città sono piene di addobbi, luci e alberi di Natali. E si pensa già ai regali da fare ad amici e parenti.

Sai quali solo le 50 migliori idee regalo per le donne per questo Natale? Le ho lette su Pinkblog e su The Indipendent ma voglio che le conosca anche tu, che leggi questo blog.

Foto di Shopbub

Foto di Shopbub

L’elenco integrale lo trovi su The Indipendent. Qui invece voglio scrivere la top ten delle mie idee preferite tra le 50 proposte:

  1. Un libro di cucina;
  2. Un tris di candele per l’aromaterapia;
  3. Le scarpe per la notte;
  4. Fiori per tutto l’anno;
  5. Un’alzatina per le torte;
  6. Un photobook personalizzato;
  7. L’abbonamento annuale alla rivista preferita;
  8. Un buono per un trattamento di bellezza presso un centro benessere;
  9. Un libro di ricette etniche o comunque di cucina internazionale;
  10. Un bijoux.

Ovviamente tra le idee regalo si può trovare anche qualche idea per un autoregalo, no? Che non fa mai male…

P.S.: ricorda che oltre alle amiche e ai parenti, puoi rendere felice anche chi è meno fortunato di te.

Julie & Julia

Nov
2009
30

scritto da in Cinema & TV, Clarita in Cucina, Web Area

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Qualche giorno fa ho visto il film “Julie & Julia“. E mi è piaciuto parecchio.

Tratto dai bestseller autobiografici “Julie & Julia” di Julie Powell e “La mia vita in Francia” di Julia Child con Alex Prud’homme. Le vite delle due donne, si intrecciano fra loro pur appartenendo a epoche e luoghi diversi. Entrambe senza lavoro scopriranno che la giusta combinazione di passione, coraggio e un pizzico di sale, è una ricetta vincente per rendere tutto possibile.

Julia Child è interpretata dalla bravissima Meryl Streep mentre Amy Addams è Julie Powell.

“La vicenda gira intorno a una donna di 30 anni, Julie Powell (Amy Adams), residente nel Queens che ha un monotono impiego come segretaria. Ha bisogno di qualcosa che spezzi la monotonia della sua esistenza così decide di prendere la copia di sua madre del libro di cucina scritto da Julia Child nel 1961 Mastering the Art of French Cooking. Dopo averlo letto stabilisce di preparare tutte le 524 ricette nel giro di un anno.” (fonte: wikipedia)

Per documentare la sua impresa Julie crea un blog in cui inserisce tutte le ricette che sperimenta. Questo blog esiste davvero: The Julie/Julia project – Nobody here but us servantless American cooks. Grazie a questo esperimento Julie diventa da segretaria una scrittrice, che poi era proprio il suo sogno. Viene contattata da agenti letterari e da giornalisti che la invitano a scrivere un libro su questa sua esperienza. La stessa Julia Child viene a conoscenza dell’esistenza di questo blog e dell’amore di Julie per il suo libro di cucina.

Alla fine di questo film una domanda mi è nata spontanea (cit.): come ha fatto il blog di Julie a diventare famoso senza che Julie l’abbia promosso in alcun modo? Almeno questo è quello che appare nel film: Julie cucina e scrive senza far “vita sociale” sul web. O forse il film ha tralasciato questo aspetto? Per favore, non credete che un sito/ blog si promuova da solo e che basti un argomento interessante per avere molti commenti, è dura farsi conoscere, anche nel web.