Archivio per 2010 | Pagina di archivio annuale

scritto da in Cose Serie, Il mondo della Pubblicità

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Sono contenta che qualcuno ci abbia pensato. E credo che dovrebbero farlo anche per altri indumenti e beni.

Fino al 30 novembre Intimissimi ti dà 3€ per ogni vecchio reggiseno, di qualsiasi marca, così puoi comprarne uno nuovo. I reggiseni usati verranno riciclati ed utilizzati per realizzare pannelli isolanti e fonoassorbenti, grazie alla O.V.A.T., leader nella raccolta e nel recupero di materiali, al fine di offrire al mercato prodotti edili sempre più
innovativi e a basso impatto ambientale.

Io penso che sia una cosa carina. E voi che ne dite?

Pink power!

Ott
2010
18

scritto da in Cose Serie

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(Questo blog aderisce ad un’iniziativa a blog unificati, ideata da Chiara e Carolina, in favore della Campagna Nastro Rosa)

Da 21 anni ottobre è il mese della Campagna Nastro Rosa, dedicata alla prevenzione del tumore al seno. Questa campagna ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.

In tutto il mondo occidentale, putroppo, il tumore al seno è il primo tumore femminile per numero di casi e la sua incidenza è in costante aumento, tanto da essere considerato alla stregua di una vera e propria malattia sociale. In Italia si calcola che nel 2010 i nuovi casi di tumore alla mammella saliranno a circa 42mila. Sconfiggere la malattia è possibile nella stragrande maggioranza dei casi, grazie soprattutto alla prevenzione e all’anticipazione diagnostica.

Per ogni donna la prevenzione deve essere sinonimo di promozione del proprio benessere, della propria salute, ma anche della propria bellezza.

Durante il mese di ottobre gli oltre 390 Punti Prevenzione (ambulatori) LILT, la maggior parte dei quali all’interno delle 106 Sezioni Provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, saranno a disposizione per visite senologiche e controlli clinici strumentali. Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui effettuare anche esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare, per informazioni, il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare i siti www.nastrorosa.it o www.lilt.it dove saranno pubblicati anche gli eventi organizzati nelle varie città italiane nel mese di ottobre.

Quest’anno l’Italia intera si tingerà di rosa, colore simbolo della lotta contro il tumore al seno. Una luce rosa, infatti, unirà idealmente la nostra Penisola dal Nord al Sud, con tanti monumenti, edifici e statue che resteranno illuminati per una o più notti a testimoniare che, grazie a un’efficace e corretta prevenzione, questa malattia tumorale si può, e si deve, vincere! E come in Italia, anche in tutto il resto del mondo si accenderanno di luce rosa location famosissime e prestigiose, quali l’Empire State Building (New York, USA), le Cascate del Niagara (Ontario, Canada), Opera House (Sidney, Australia), la Torre 101 (Taipei, Taiwan), il Ponte di Nan Pu (Shangai, Cina), la Torre di Tokyo (Tokyo, Giappone), l’Arena di Amsterdam (Amsterdam, Olanda).

(Testo tratto dal comunicato stampa della campagna)

Insomma, come si dice, “prevenire è meglio che curare” (cit.).

scritto da in Clarita in Cucina

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Tra i pesci che preferisco un posto d’onore occupano le seppie. Quando non ho molto tempo me ne bastano un po’ di più di mezzo chilo per preparare un intero pranzo. Il tutto molto light.

Primo piatto: Orecchiette con sugo di pomodoro e seppie

INGREDIENTI (per 2 persone):
400 gr di orecchiette fresche
200 gr di seppie (già pulite)
500 gr di pomodori
olio, sale, pepe, vino bianco, prezzemolo e aglio q.b.

PREPARAZIONE:
Lava bene le seppie, spellale e tagliale a pezzetti. Lava i pomodori, toglici la pelle e tritali in modo da creare una salsa. Metti in un tegame un po’ di olio e l’aglio. Fa’ soffriggere un momento e poi mettici le seppie. Lascia cuocere le seppie per 5 minuti, sfuma con il vino bianco e poi versaci la salsa, aggiungendo sale e pepe. Fa’ cuocere il sugo per circa 30 minuti, finchè comunque non è ben cotto. E’ arrivato il momento di cucinare le orecchiette. Dopo averle scolate, mettile nei piatti e condiscile con il sugo e il prezzemolo tritato. || Read more

scritto da in Cose Serie, Politica 2.0

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Diciamo che, secondo me, hanno fatto la scoperta dell’acqua calda. Lo sospettavo pesantemente ed ora la conferma: noi precari non percepiremo nessuna pensione. Già non abbiamo un lavoro sicuro e dobbiamo arrangiarci (e per noi donne lo scenario è ancora più terrificante “grazie” alle pari opportunità), ma poi dobbiamo anche far finta di nulla di fronte a questa notizia? Io non ci sto e voglio essere una di quelli che la diffonde nella rete.

Foto di Monica Arellano-Ongpin

“Ma io ricevo i contributi, non è vero che non avrò la pensione!” E no, caro, non funziona proprio così: “I contributi che stiamo versando (anzi, io non li verso più già da 9 mesi visto che non mi hanno più rinnovato il contratto) servono soltanto a pagare chi la pensione ce l’ha garantita. Perché l’Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell’istituto di previdenza, Antonio Mastrapasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l’INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l’INPS gli “imprenditori di loro stessi” creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l’INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.

L’unico sistema che l’INPS ha trovato per affrontare l’amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.” (Fonte: Conti in tasca)

Chissà com’è ma mi viene subito da fare il paragone tra noi e i parlamentari, che prendono la pensione dopo 2 anni di onorato cazzeg… ehm… lavoro in Parlamento. Evviva, dai, continuiamo così, al peggio non c’è mai fine!!!