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Mi ci voleva proprio. Era da tempo che non mi immergevo in una lettura così coinvolgente. Mi sono rilassata, divertita e abbandonata ai sogni di Rebecca Bruni, detta Coco, la protagonista di questo vincente romanzo di chick lit dal titolo Via Chanel n. 5.

Era da tempo che non gustavo così le pagine di un libro, che non mi estraniavo da tutto per immergermi in questa storia. E quando è finita mi sono dovuta risvegliare.

È possibile assomigliare a una delle più grandi icone dello stile, indipendente, bella, desiderata ed elegante come Coco Chanel? Rebecca ha trentatré anni, più di cento paia di scarpe, un armadio pieno di tubini neri, completi di tweed e una smisurata passione per la magnifica Coco. È romantica, sognatrice, e follemente innamorata di Niccolò, che sta per raggiungere a Milano, dopo un anno di relazione a distanza. Un nuovo lavoro come wedding planner, una vita vicino all’uomo che ama: la felicità sembra a portata di mano. Ma una brutta sorpresa è in agguato: appena giunta nella metropoli, Niccolò le confessa di essersi innamorato di un’altra. Rebecca si ritrova così in una città che non conosce e con il cuore a pezzi. Ma il suo mito, la grande Coco, come avrebbe reagito? Indossando degli enormi occhiali scuri, alzando la testa in segno di sfida, non avrebbe mai permesso a un uomo di schiacciare il suo spirito ribelle e anticonvenzionale! “Per essere insostituibili bisogna essere unici”, e forse Niccolò, unico non lo era. Dopo intere giornate chiusa a casa, Rebecca è pronta a voltare pagina: si tuffa nell’intensa vita mondana milanese e, con lo stile della sua eroina, assapora la sensazione di sentirsi una donna cercata e desiderata. Resterà un’eterna mademoiselle, come l’intramontabile Coco? O forse il destino le riserverà sorprese inattese e capaci di rivoluzionare la sua vita?

Il libro si lascia divorare. La lettura è scorrevole, piacevole, direi molto Kinselliana. Anche qua si parla di grandi firme della moda, di amore, di un lavoro creativo. Diciamo che ho trovato molte affinità con l’atmosfera di I love shopping e sequel.

Mi aspettavo, comunque, un po’ più di irriverenza e di ironia. Questo perchè conosco bene lo stile di Daniela Farnese, l’autrice, in rete conosciuta come la blogger Dania, sempre capace di stupire per le sue battute argute e piene di ironia. In questo libro, invece, mostra il suo lato romantico e credo che ci sia anche più di un richiamo autobiografico tra le righe. Daniela ha anche partecipato al Materacamp 2009 e anche qui si è distinta per la sua innata ironia.

Insomma, questo libro mi è piaciuto davvero tanto, ve lo consiglio e attendo con ansia il sequel, che spero tanto che ci sarà.

scritto da in Io mamma?, Letture & Romanzi

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Prima dell’entrata in vigore della legge Levi, per la quale dal 1° settembre non possono essere applicati sui libri sconti superiori al 15%, ho fatto scorta di libri “mammeschi”. E questo l’avevo già scritto. Da dove ho iniziato? Dalle “Confessioni di una mamma pigra” di Muffy Mead-Ferro. Credevo di non riuscirlo mai a finire e invece ce l’ho fatta. Forse con un po’ di fantasia (ma mica tanta!) potete immaginare dove l’ho letto… 🙂 🙂 🙂

Il libro è stato molto carino. Si legge molto velocemente ed è interessante perchè ci fa capire che non ci vogliono chissà quali complicate teorie pedagogiche per educare i nostri figli ma basta il nostro buonsenso per crescerli al meglio. Senza diavolerie moderne, senza riempirli di giochi, di TV. Sono molto d’accordo con la maggior parte delle cose scritte nel libro. Soprattutto quando si parla del fatto che oggi come oggi i bambini più hanno e più vogliono e meno apprezzano ciò che hanno. E così non imparano ad arrangiarsi da soli ma a volere volere e volere. Spero di riuscire a crescere mia figlia senza viziarla. Anzi, togliamo lo “spero”… ci riuscirò 🙂 Sperando che il papà ed i nonni collaborino…

I genitori che non vogliono trasformare i loro figli in «superfigli» hanno finalmente un’alternativa: il mondo delle mamme «pigre», dove i bambini imparano ad arrangiarsi da soli e i genitori sono più equilibrati. Le mamme pigre dicono «no» a tutte le filosofie che compromettono la capacità dei bambini di pensare autonomamente. Dicono «sì» a risparmiare tempo e denaro non mettendosi in competizione con genitori che impongono ai propri figli di eccellere a scuola, come nello sport e nel tempo libero. E dicono assolutamente «sì» ad avere una vita propria, sapendo che ciò li renderà dei genitori migliori. Questo libro spiritoso e provocatorio in realtà è un invito serissimo a considerare i bisogni effettivi dei propri figli, che non risiedono né nelle troppe cose che possiedono, né nelle mille attività che svolgono, bensì nella loro capacità di pensare e agire autonomamente, per diventare adulti consapevoli e dotati di autostima. (Fonte TEA)

scritto da in Io mamma?, Letture & Romanzi

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Sono una mamma da quasi 4 mesi e, in base alla mia piccolissima esperienza, ho imparato una cosa: nascono bambini più facili da gestire e bambini più “terribili”. Il compito dei genitori è quello di non “guastare” i bambini più buoni e di comprendere e render più tranquilli quelli più esigenti. Io faccio parte della prima categoria perchè mia figlia è una bimba facile da gestire e quindi tutti i miei sforzi sono concentrati su come fare a non viziarla e continuare, così, a farla sentire tranquilla.

Devo dire che mi sono stati utilissimi due libri che ho letto in gravidanza e che tengo sul comodino come due bibbie per illuminare il mio cammino di mamma. Uno è “Fate i bravi (0-3 anni)” della celebre Tata Lucia, educatrice del programma S.O.S. Tata. L’altro è “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg, detta “la donna che sussurra ai bambini” per la sua eccezionale capacità di capire i neonati.

Il primo testo non l’ho finito di leggere perchè ho voluto fermarmi alle pagine che mi riguardano in questo momento, cioè alla gestione del bambino fino ai 5-6 mesi. Diciamo che alcune cose che vengono scritte nel libro le avrei fatte “di testa mia” ma il fatto che questo mio pensiero venga condiviso da una “fonte autorevole” mi ha tranquillizzata parecchio. Solo un consiglio di Tata Lucia non sto seguendo: lei consiglia di far dormire subito il neonato nella sua stanzetta ma io davvero non ci riesco. Ora poi che mi si gira a pancia in giù e non sa tornare a pancia in su mi spaventa molto e le sto spesso accanto. Poi le linee anti SIDS consigliano alle mamme di tenere il bimbo nella loro stanza per poterlo sorvegliare meglio in caso di apnea o rigurgito. Noi abbiamo addirittura acquistato l’Angel Care per stare più tranquilli!

Il testo di Tracy Hogg è davvero illuminante! Mi piace molto il metodo EASY per gestire il proprio bambino. E’ flessibile ma nello stesso tempo ti fa impostare una routine che tranquillizza il bambino.

Secondo me è proprio questo il segreto per gestire al meglio il proprio figlio: essere flessibili ma entro certi termini in modo da rispettarlo ma anche da rispettare noi stessi. Non esiste che io possa fare l’ultima poppata ovunque mi trovi. La faccio sempre a casa e poi metto a letto Paola. Ed è un modo di rispettarla come lei rispetta noi lasciandoci dormire circa 9 ore di notte. E per fare questo dobbiamo rinunciare ad uscire fino a tardi di sera. Ma meglio quello o non dormire di notte?

Amiche mamme, qualche altro libro sapete consigliare per gestire i propri bimbi?

Il suo primo libro

Ago
2011
11

scritto da in Io mamma?, Letture & Romanzi

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Qui ci prepariamo alle grandi letture. Ecco il primo libro di Paola: rigorosamente di stoffa, rumoroso, tutto da stropicciare e da mettere in bocca. In attesa di sfogliare quelli “veri” e di ascoltare le storie da mamma e papà.

Non vi dico quanti sgambettii e ridolini al primo contatto con questo nuovo “gioco”.

P.S.: Sì, siamo tornati dalle vacanze. E sto preparando alcuni post per raccontarvela. La nostra prima vacanza a tre, eh già! Con il nostro splendore 😀