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Avevo già letto qualche recensione non proprio positivissima sul romanzo La signora dei funerali, scritto da Madeleine Wickham, vero nome di Sophie Kinsella. Ma, poichè la Kinsella è sempre la Kinsella, ero comunque curiosa di darci una lettura.
Questo libro è il primo romanzo della nota scrittrice inglese, è stato infatti scritto alla fine degli anni ’90. E si vede che l’autrice non era ancora matura per scrivere un libro tutto shopping e firme:
Fleur Daxeny è bella e affascinante, ma soprattutto è una donna senza scrupoli. Fornita di uno straordinario guardaroba di eleganti abiti neri, dopo aver letto i necrologi sul “Times”, Fleur si imbuca ai funerali e alle commemorazioni dei ricchi puntando a conquistare i vedovi inconsolabili. Dopo averli sedotti e soprattutto dopo aver messo mano alle loro carte di credito, e tutto questo con recalcitrante figlia al seguito, Fleur scompare senza lasciare tracce fino all’incontro con una nuova vittima ignara. Questo giochetto le riesce più volte fino al giorno in cui la donna incontra il noioso e prevedibile Richard Favour, alla commemorazione dell’amata moglie. Ancora una volta, da vera professionista, Fleur riesce a far breccia nel cuore del vulnerabile vedovo, ma le cose non vanno esattamente come lei aveva previsto…
Poco shopping, una storia di amore non trattata come si deve in un romanzo chick lit, una trama abbastanza originale ma molto prevedibile nel finale… io, che sono una che quando viene attratta da una storia la legge in pochissimo tempo, ho letto un paio di capitoli al giorno e ho finito il libro in 10 giorni (considerando che è di solo 300 pagine, circa, ci ho messo un bel pò – secondo i miei ritmi di lettura). La lettura comunque scorre agevolmente ed è abbastanza veloce.
Dunque, se vi aspettate un libro stile Kinsella, scordatevelo… Questo è un altro mondo!
Ho finito un altro libro del filone chick lit… L’autrice è la stessa del libro precedente, Lauren Weisberger, e il romanzo si intitola Al diavolo piace Dolce. Credo che si chiami così per rimandare alla prima opera della Weisberger, Il diavolo veste Prada. Questa volta il diavolo in questione è, però, un uomo a cui piace lo stile di Dolce e Gabbana.
Di cosa si parla?
Bette Robinson, ventisettenne newyorchese, ex impiegata di banca che sogna ditrovare il principe azzurro, non crede alla sua fortuna quando viene assunta dalla più famosa agenzia di pubbliche relazioni di Manhattan con il compito diorganizzare i party più esclusivi. In equilibrio sui tacchi a spillo, Bette diventa una delle migliori del suo campo. Ma una mattina, dopo una festa, si ritrova nel letto di Philip Weston, il playboy più ambito della città. Non si ricorda nulla della serata precedente, ma è sicura di una cosa: non può essere stata con un tipo simile. Bastano poche ore perché il suo nome finisca sulle copertine di tutti i rotocalchi. Per l’agenzia è un trionfo, il ritorno di pubblicità è immenso. Ma per Bette è un vero e proprio inferno…
La tipologia di storia rimanda un pò a Il Diavolo Veste Prada per il fatto che la protagonista da anonima diventa un personaggio alla moda per poi preferire la “normalità”. Lo stile di scrittura è molto veloce senza inutili ripetizioni nè lungaggini espressive. Ottimo per chi, come me, vuole arrivare a conoscere subito la sostanza delle cose, senza noia e con un pò di suspance. Libro da serata a casa rilassante… magari da leggere in una vasca da bagno con tanta schiuma
In questi giorni ho terminato di leggere il secondo romanzo del genere “Chick Lit” di questo nuovo anno 2009. Si tratta del libro “Un anello da Tiffany” scritto da Lauren Weisberger, già autrice del celeberrimo “Il diavolo veste Prada“. Avevo iniziato a leggere, a dire la verità, un altro libro che, però, dopo una sessantine di pagine, ho abbandonato, “Il club delle ragazze di Hollywood” di Maggie Marr: troppo noioso e piatto, privo di emozioni… non ce l’ho fatta più…
Così, mi sono buttata a capofitto su “Un anello da Tiffany” che ho “divorato” in una settimana. Devo dire che questo è stato il primo romanzo della Wrisberger che ho letto. Ho solo visto “Il diavolo veste Prada” nella versione cinematografica perchè io sono una di quelle a cui piacciono leggere i libri prima di vedere i relativi film e non viceversa (anche se so benissimo che “non tutte le ciambelle vengono con il buco” e tantissimi film si discostano anche sensibilmente dalla trama originale dei libri da cui provengono).
Mi è davvero piaciuto questo libro e lo consiglio alle amanti del genere! Di facile lettura, divertente e del tutto noioso! Solo un pochino lunghetto nella parte centrale… Qualche taglietto lo si poteva fare… In fin dei conti il libro è formato da quasi 400 pagine e sarebbe potuto essere ridotto anche a 350 senza nulla togliere al romanzo.

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