Archivio per la Categoria ‘New Technologies’

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L’esplosione di una batteria di un telefonino Nokia ha ferito tre persone a Calcutta, in India. La batteria e’ del tipo BL-5C, del quale sono stati ritirati dal mercato numerosi esemplari risultati difettosi. La compagnia finlandese ha avviato un’indagine sull’accaduto, analogo ad altri due incidenti del genere avvenuti sempre in India.

T9

Set
2007
13

scritto da in New Technologies

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(Testo di un’email inviatami da Ste’ – tipo catena di S. Antonio… Albo, mi ci fai una strip, please??? ;))

A me piacerebbe fare quattro chiacchiere con l’inventore del T9, un giorno.
Me lo metterei davanti. Gli offrirei un tè. Lui è sicuramente uno che non beve alcolici, lui sarà per forza uno che beve tè e un sacco di caffé. Gli offrirei dei pasticcini, anche. Aspetterei di vederlo addentare la ciliegia verde della frolla per bloccargli il polso e chiedergli:

“Ma ora, dimmi: come cazzo ti è venuto di mettere «vi» come prima opzione al posto di «ti»??”
Chi è che non ha mai ricevuto il famigerato sms ottocentesco “Vi passo a prendere stasera”?

E quando lui tossirà, si ingolferà, si batterà il petto e cercherà di arrivare con quella sua mano pallida alla tazzina di tè, io stringerei ancora di più la morsa e gli chiederei: “E come cazzo ti è venuto di mettere «paura» come prima opzione rispetto a «scusa»?? …”Paura, ero senza credito”.
Chi è che utilizza la parola “paura” negli sms? A chi pensavi come utente ideale? A Stephen King? Dimmelo.

A questo punto ingoierei anch’io un pasticcino per ostentare nervosismo.
E perché (sputando briciole di pasticcino) quando scrivo \”tu\” mi viene fuori \”tv\”? Che prendi, le mazzette dalla Rai? A questo punto lui cercherebbe di bofonchiare qualcosa. Io lo interromperei bloccandogli anche l’altro polso.

Alla mia coinquilina oggi è arrivato un messaggio che diceva: \”Ti rifaccio gli ampliodoti per il meraviglioso sorriso\”.
Cosa sono gli ampliodoti, testa di minchia?
I complimenti??
\”Ampliodoti\” n-o-n-e-si-s-t-e.

Il tuo dizionario di merda è pieno di parole che n-o-n-e-si-s-t-o-n-o.

A questo punto gli toglierei la tazza davanti, mi alzerei e la metterei nel lavandino. Così, per fare massaia. Con voce ferma gli direi (magari strofinandomi le mani sul grembiule):\”Il mio amico si chiama Savior. Ok, ha un nome di merda, siamo d\’accordo. Fatto sta che per colpa del tuo cazzo di T9 lui non si chiama più Savior, che è un brutto nome, si chiama Pathos, che è peggio.

E per dirti quante vite hai incasinato. Il mio amico Bernardo. Ok, un nome di merda anche quello, siamo d\’accordo, infatti è amico di Savior. Bè il caro Bernardo stava tampinando una ragazza. Era riuscito ad avere il numero.
Le stava mandando il primo dannato messaggio galante per rompere il dannato ghiaccio. Il messaggio diceva: \”Vi va se stasera andiamo a mangiare qualcosa e poi andiamo a ballare? Vi porto a Testaccio, c\’è il mio amico che mette i dischi. Vi riaccompagno a casa io\”.
E a parte che sembra scritto da Mozart. Ma a parte. A un certo punto lo spazio era quasi finito, per cui Bernardo non si firmò \”Bernardo\”, si firmò \”Bern\”.
Peccato che il messaggio sia arrivato firmato \”Afro\”, a sottintendere un individuo con una minchia di due metri intenzionato a concludere degnamente la serata sul divano. Ovviamente la ragazza in questione non si è mai più fatta viva, e Afro si è fatto un anno di pippe.

A questo punto mi risiederei e lo fisserei negli occhi.

Uno scrive aiuto. E fin qui. Poi gli diventa aiutò. E fin qui. Poi diventa bitum. Sì, esatto, bitum. Intendi bitume? Sì, intendi bitume.

E allora se conosci la fottuta parola bitume, perché non mi prendi \”merda\”?? Secondo te c\’è più gente al mondo che scrive \”merda\” o che scrive \”bitume\”!?

Poi volteggerei sollevando la gonna e direi: \”Oggi mi sento romantica:
«Variazioni sul Ti amo»\”.
\”Vi con\” (dislessia allo stato puro. Variante: un noto detersivo d’importazione)
\”Vi amo\” (un po\’ demodé, ma pur sempre efficace)
\”Vi amm\” (vi amm, vi amm, \’ncopp viamm ià)
\”Ti bon\” (nota bistecca)
\”Ti anm\” (un volgare insulto in foggiano)
\”Ti coo\” (…pulo)
\”Ti bom\” (bo)
\”Ti ano\” (vabè)
\”Tg com\” (mazzetta da Canale 5)
\”Tg cnn\” (notizie dal mondo).

Perché? Non? Vai? Da? Un? Buon? Psicologo?
Dovresti smettere di fare questo lavoro. Dovresti fare un lavoro che più ti si confà.

E a questo punto lo porterei al lavandino e gli farei lavare la tazzina.

scritto da in New Technologies, Previsioni del Tempo

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Attenzione a portare con sé l’Ipod sotto un temporale, potrebbe essere molto pericoloso. L’allarme arriva da un gruppo di medici di Vancouver, in Canada, che hanno studiato il caso di un uomo di 37 anni colpito da un fulmine mentre stava facendo jogging con il lettore portatile di file musicali. L’uomo è rimasto gravemente ferito dopo che il fulmine ha colpito l’Ipod propagandosi poi fino alle cuffie.

La vittima è rimasta bruciata sul petto, sul collo e sul viso, ha avuto la mandibola fratturata in quattro punti, la rottura dei timpani e le giunture della mascella spostate probabilmente a causa della contrazione muscolare provocata dalla corrente elettrica che, secondo i medici,  è corsa lungo i fili.

”Nonostante l’uso di un dispositivo come l’Ipod non aumenti necessariamente la possibilità di essere colpiti da un fulmine – affermano in una lettera al New England Journal of Medicine i medici Eric Heffernan, Peter Munk e Luck Louis del Vancouver General Hospital – nel caso in questione abbiamo accertato che il metallo a contatto col sudore
ha condotto la corrente alla testa del paziente”.

Il Servizio Meteorologico Nazionale canadese ha stimato che le possibilità che una persona sia colpita da un fulmine sono una su cinquemila. Molto basse, dunque: se però succede, la presenza di un’Ipod o di un qualsiasi altro tipo di auricolare non fa che esporre il soggetto a questo tipo di conseguenze.

A due anni di distanza, il jogger ha recuperato meno della metà del suo udito. “Va ancora a correre e si è comprato un nuovo Ipod. Ma lo lascia a casa quando esce a fare jogging”, ha concluso il dottor Heffernan. Che ha specificato che, ovviamente, “non sono soltanto le cuffiette degli Ipod a costituire un potenziale rischio, ma anche quelle di qualsiasi altro apparecchio”.

(articolo tratto da TGCOM)

scritto da in New Technologies

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Sale la febbre in attesa della messa in vendita dell’iPhone, il telefonino multimediale in vendita da oggi 29 giugno alle ore 18 (quando in Italia sarà mezzanotte). C’è chi bivacca da giorni davanti all’ex ufficio postale Art Deco di Soho, a New York, diventato Apple Store, da diversi giorni. Altri, pochi chilometri più a nord, fanno lo stesso di fronte al cubo in vetro trasparente che segna l’ingresso del nuovo Apple Store della Quinta strada, quello aperto 24 ore al giorno, proprio di fronte al mitico (ex) hotel Plaza, ai margini di Central Park. Vogliono essere i primi ad acquistare l’iPhone, l’oggetto del desiderio con cui la Apple di Steve Jobs punta a fare il bis realizzato nel 2001 con l’iPod, il piccolo lettore musicale più venduto al mondo.

Gli investitori pensano che la casa californiana riuscirà a conquistare il 10% del mercato dei telefonini, realizzando ottimi risultati di bilancio. Così come accadde, d’altronde, con l’iPod: al momento del lancio del piccolo lettore, il titolo del gruppo di Jobs valeva pochi dollari, ora è intorno ai 120 dollari. Una crescita vertiginosa. I giornalisti americani che hanno utilizzato l’iPhone per due settimane ne sono rimasti entusiasti: il cellulare multimediale funziona molto bene, sia come telefono vocale, sia come browser internet e “buca” per la posta elettronica, sia come lettore video-musicale.

Le uniche perplessità riguardano la rete della At&t, che per ora ha l’esclusiva negli Usa, mentre per l’Europa (dove sarà lanciato nei prossimi mesi) sembra essere in prima linea la Vodafone. E’ stato durissimo David Pogue, del New York Times, secondo cui la rete è pessima, lungi dall’essere all’altezza del nuovo gioiellino tecnologico della Apple: l’esperto tecnologico del Nyt si chiede perché non sia stata scelta una rete di terza generazione (che sta iniziando a penetrare negli Usa), invece della Edge, scadente e molto lenta, soprattutto nel caso della At&t. Da Cupertino è arrivata la seguente risposta: la rete 3G consuma ancora troppa energia e comprometterebbe l’autonomia dell’iPhone. Gli esperti americani , pur salutando con entusiasmo l’iPhone, si dicono convinti che ci vorrà un anno circa per avere un terminale al 100% soddisfacente: cioè veloce e potente come si deve.

Della prima versione in vendita da venerdì colpiscono due novità di rilievo. La prima: tutte le operazioni di apertura del conto (con la scelta del piano telefonico e la consegna del numero) si svolgono dal pc di casa tramite il programma iTunes (lo stesso che ospita il negozio elettronico di musica e di film). La seconda: la nuova esclusiva tastiera “touch screen” (cioè dai tasti virtuali), messa apunto con sforzi particolari. Il sofisticatissimo software indovina le parole e permette di digitare un testo anche lungo molto in fretta. I produttori di palmari e di telefonini hanno sempre avuto paura dei “touch screen”, considerati non solo ardui da concepire, ma anche difficili da vendere, perché gli utenti non sono abituati ai tasti virtuali. Ora – come ha ammesso un dirigente della Motorola – tutti tremano.

I costi, le caratteristiche

Per il cellulare-palmare iPhone, la Apple e il partner At&t hanno fornito i dettagli sulle tariffe telefoniche. Si tratta di tre piani a partire da 59,99 dollari al mese. Per tutte le proposte sono incluse voicemail, scambio senza limiti di dati e 200 sms, mentre per la durata delle chiamate, l’offerta minima è di 450 minuti, per diventare 900 minuti (al prezzo di 80 dollari) fino a 1.350 minuti al mese (da 100 dollari). Il contratto di durata minima è di due anni, con tassa d’iscrizione da 36 dollari.

Acquistato il nuovo apparecchio Apple, l’attivazione sarà possibile grazie a iTunes, il negozio musicale on line della società, semplicemente sincronizzando il nuovo prodotto con i dati presenti nei computer, così come avviene per l’iPod. «I clienti possono attivare l’iPhone nella tranquillità e nel comfort della propria abitazione o del proprio ufficio», commenta nella nota congiunta Steve Jobs, numero uno della società californiana. Per Randall Stephenson, alla guida della compagnia telefonica di San Antonio (Texas), si tratta di «un altro caso che testimonia quanto l’unione tra At&t e Apple sia in grado di creare innovazione per la clientela».

L’obiettivo di Apple è vendere 10 milioni di iPhone (con i prezzi che variano dai 499 dollari per il modello da 4 gigabtye di memoria ai 599 dollari per il modello con il doppio di capacità) entro fine anno, di cui già 3-4 milioni a ridosso del lancio. At&T punta a rafforzare le attività
mobili staccando i rivali Verizon e Vodafone.

(articoli e foto tratte da Il Messaggero)