Politica 2.0


14
giu 07

Fatt’ bun!

«La sconfitta a Matera del centrosinistra? L’Unione se l’ è cercata. Se l’ è voluta. Sono stati commessi mille errori. E dire che io li avevo avvisati per tempo, mesi fa, quando si trattava di scegliere il candidato. Eh, se li avevo avvisati… Avevo parlato con Rutelli, poi con i Ds. Ma niente, niente da fare».

Una piccola pausa. Emilio Colombo, classe 1920, uno di quei senatori a vita che mantengono in piedi il governo Prodi quasi a ogni votazione, non è un lucano qualsiasi. Fa politica in Basilicata dal 1946, non da ieri: «Ai miei comizi venivano diecimila persone. Ma anche a Potenza riempivo le piazze. lo assicuro». Alle elezioni europee del 1979 Emilio Colombo raggiunse il record imbattuto di 900 mila preferenze personali nella circoscrizione del Meridione («nemmeno D’ Alema poi ci riuscì», ricorda tamburellando le dita sulla scrivania a palazzo Giustiniani, civetteria elegante e rapida).

Eppure nella campagna elettorale non è comparso. Perchè? «Davvero non lo so… Vede, non mi hanno invitato. E se non si è invitati non si va». Ma come, proprio lei che conosce la sua regione come nessuno, anzi che «è» la storia della Dc in quella terra, è rimasto a casa durante la campagna elettorale? «Ma meglio così, creda. Non che abbia tutta questa voglia di tenere comizi per le strade, alla mia età . E poi mi sono tenuto alla lontana da scontri, incomprensioni locali. Quindi nessun risentimento particolare».

Ma cosa aveva detto a Rutelli e ai Ds su Matera, senatore Colombo? «Nelle elezioni ha giocato il fattore della “materanità”. Chi conosce Matera, Potenza, insomma la Basilicata, sa di che si tratta. In questo caso l’ Unione ha scelto un candidato nuovo, poco conosciuto, voluto da ambienti della Margherita di Potenza. Tutte le volte che si è tentato di imporre qualcosa da Potenza, Matera si è sollevata in nome del prestigio e dell’ autonomia. Figuriamoci in una campagna elettorale per la carica di sindaco. Avevo spiegato, insisto, tutto questo a Rutelli e ai Ds».

Insomma il candidato Franco Dell’ Acqua, presentato dall’ Unione e battuto… «Buona persona, per carità. Ma il concorrente del centrodestra che poi ha vinto si chiama Emilio Nicola Buccico, grande avvocato, ex membro del Csm, senatore, peraltro mio buon amico, nominalmente uomo An ma stoffa di liberaldemocratico… ha avuto notevole appeal sugli elettori». Ma lei cosa aveva suggerito ai vertici dell’ Unione? «Una scelta semplice, quasi scritta nelle cose. Bisognava scegliere Vincenzo Viti, ex deputato della provincia di Matera, assai radicato sul posto, titolare di un prestigio analogo a quello di Buccico. Di cui fu compagno di scuola, sarebbe stato un bel duello alla pari. Invece abbiamo assistito a un duello impari». Secondo lei perché non le hanno dato retta, senatore Colombo? «Diciamo che Rutelli, la Margherita, l’ Unione hanno preferito ascoltare un certo consigliere regionale di Matera». Chi? «Adesso non ne ricordo il nome…» Riecco la civetteria, stavolta tipicamente democristiana. «Comunque un calcolo elettorale sbagliato che ha svelato scarsa conoscenza del territorio, delle situazioni politiche, delle personalità coinvolte, insomma di una intera realtà locale. Poi c’ è stato un altro sbaglio». Un altro ancora? E quale? «La presunzione, da parte del centrosinistra, di poter vincere sempre e comunque a prescindere dal candidato scelto».

Emilio Colombo si sistema appena una cravatta che non ha bisogno di aggiustamenti, tanto è impeccabile: «Ma ormai le rendite di posizione sono finite, non ci sono più i partiti a governare l’ elettorato come un tempo. Non bisogna provocare inutili irritazioni nell’ elettorato. Invece così è stato». Chi ha avuto più presunzione di vincere, come dice lei, sempre e comunque? Più la Margherita o più i Ds? «Gli uni e gli altri. Ma forse, in verità, più i Ds. Però adesso cosa importa. Gli errori sono stati compiuti, anzi voluti. E il centrodestra ha vinto. Pur rispettando molto il sindaco eletto, il bilancio per l’ Unione è allarmante».

Cosa dovrà fare il centrosinistra? «Semplicemente ricominciare da capo, non vedo altre strade dopo tutta questa catena di sbagli. Aprire un capitolo completamente nuovo. Leggo che si sta aprendo una crisi anche alla regione… era inevitabile». Cosa prova senatore Colombo? «Lo devo dire? Grande malinconia. Anzi dolore. E il fatto di averli avvisati non cambia niente in questi sentimenti. Perché aver avuto ragione non serve a niente, no?».

(articolo di Paolo Conti tratto dal Corriere della Sera di mercoledì 13 giugno 2007, pag. 13)

MATERA: NUOVA ERA

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12
giu 07

Buccico e’ il sindaco di Matera

Annuntio vobis gaudium magnum;
habemus Sindacum:
Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum,
Dominum Nicolam
Sanctae Materae Civitatis Advocatum Buccico!

RASSEGNA STAMPA

-Articolo tratto da “La Gazzetta del Mezzogiorno“-
Emilio Nicola Buccico candidato della Cdl è stato eletto sindaco di Matera con il 57,7%. Ha sconfitto il candidato dell’Unione Franco Dell’Acqua al 42,2%. Buccico ha avuto 19.917 voti mentre Dell’Acqua ha ottenuto 14.554 voti. Ha votato il 72,1% degli aventi diritto.

Avvocato, 67 anni, Buccico è stato presidente del Consiglio nazionale forense e componente del Consiglio superiore della magistratura prima di essere eletto senatore, nell’attuale legislatura, tra le fila di An. Buccico.

«È un grande risultato tanto atteso ma che era nell’aria. Ci ho sempre creduto dal primo momento che ho indicato come candidato sindaco Emilio Nicola Buccico. L’accordo con le liste civiche è stato fondamentale e nell’interesse supremo di Matera» ha detto il coordinatore regionale di Forza Italia, sen. Guido Viceconte, commentando l’elezione a sindaco di Matera di Buccico.
«I partiti del centro destra – ha aggiunto Viceconte – si sono sacrificati nell’interesse della città per far prendere posto “al comitato di liberazione di Matera”. Il significato di questa vittoria avvierà un effetto domino nella regione perché sicuramente in Basilicata è in atto il cambiamento. La gente non ne può più di questa cappa opprimente che occupa in maniera sistematica i gangli della vita, della società di questa regione. Questa vittoria è il preludio al cambiamento».
Viceconte ha poi annunciato di aver informato il leader del partito Silvio Berlusconi il quale – ha detto – si è complimentato per il risultato raggiunto e ha annunciato che verrà a Matera.

-Articolo tratto da “Il Quotidiano della Basilicata” (photos by Andrea Acito tratte da Città Domani)-
«Saro’ il sindaco di tutti i cittadini materani, intendo rassegnare l’onore delle armi a Franco Dell’Acqua che mi ha chiamato per farmi gli auguri. Ho accettato il suo gesto ed ho chiesto la sua collaborazione perchè Matera ha bisogno di tutti. Se il cammino fosse facile saremmo più superficiali, ma vogliamo cominciare da subito per porre Matera al centro dell’interesse. Identità e famiglia restano le nostre due priorità».
Con questa dichiarazione pochi minuti dopo le 17 Emilio Nicola Buccico ha festeggiato la propria vittoria nelle elezioni comunali della città . Buccico ha ottenuto poco meno di ventimila voti, 19.917 pari al 57,77 per cento dei voti. Il suo antagonista Franco Dell’Acqua si è dovuto invece accontentare del 42,22 per cento con 14.554 voti ottenuti.
Una battaglia che ha avuto un vincitore scontato come è parso chiaro fin dalle primissime battute. Nicola Buccico ha sempre largamente condotto la competizione arrivando avanti in 60 delle 62 sezioni della città . Insomma un risultato univoco che non lascia adito a dubbi. Chi si aspettava una corsa voto a voto, una città spaccata. E’ rimasto deluso. La vittoria di Buccico, al termine di uno spoglio lampo, non è mai stata in discussione anzi è parsa da subito cristallina.
Molti i festeggiamenti e gli auguri al neo sindaco della città che si è concesso qualche minuto di pausa prima di darsi ai giornalisti per una serie di interviste.
Ecco quello che ha dichiarato al Quotidiano.
Una vittoria che sembrava farsi spazio nelle ultime ore ma forse non in queste proporzioni?
«Ho sempre sostenuto che la vittoria non sarebbe stata di una lunghezza, ero convinto che i materani se avessero recepito il linguaggio del cambiamento come hanno dimostrato con questo straordinario voto, allora la vittoria sarebbe stata eclatante. Abbiamo liberato i cittadini di Matera da un sistema monolitico di potere e li abbiamo liberati attraverso una formula intelligente per cui i partiti della Cdl si sono coalizzati con le liste civiche offrendo alla città di Matera una coalizione in grado di rappresentarne gli interessi».
Quali saranno i primi atti di questa nuova amministrazione?
«Come abbiamo detto abbiamo un programma ampio, discusso, dibattuto.
Abbiamo stabilito un patto con la città. Il patto dell’anno e nel corso di questo anno ci siamo posti delle priorità importanti tra cui il recupero dell’arredo e della civiltà urbana che oggi è completamente depredata dalla nostra città .
La fruibilità dei Sassi e porre al centro di ogni iniziativa di sviluppo il turismo come risorsa permanente per la città di Matera. Pensare al gravissimo problema della disoccupazione che sta crescendo a cominciare da ciò che è avvenuto con Natuzzi a Jesce e la possibilità di far sìche i giovani materani trovino qui la possibilità di lavorare. Sono le linee direttrici che ci daremo».
Ora che è diventato sindaco bisogna aspettarsi le sue dimissioni da senatore?
«Se è una domanda, dico che non si deve aspettare niente perchè farò il sindaco e il senatore».
Per quanto riguarda la giunta si è parlato si una giunta di alto profilo?
«Si parla di una giunta di alto profilo svincolata dalle lottizzazioni dei partiti.
Sia Saverio Acito che Tito Di Maggio che con me hanno condotto l’ultima parte della campagna elettorale hanno convenuto sulla necessità di dare a Matera un governo di alto profilo. Svincolato da spartizioni di potere tipiche degli ultimi quindici anni. Sceglierò gli assessori secondo le prerogative che si attribuiscono al sindaco, ho la facoltà della scelta secondo il merito e la competenza. Una giunta di alto profilo che serve al futuro della nostra città».
E’ arrivata da Potenza la notizia delle dimissioni della giunta regionale?
«Non credo che ci sia alcuna relazione perchè la giunta si è dimessa in mattinata per un rimpasto che era già nell’aria. Certamente nella ricomposizione della giunta regionale peserà il voto della città di Matera che per la prima volta dopo decine di anni vede come primo cittadino un sindaco di destra».
L’identità è stato uno dei punti forti della campagna elettorale. Come sarà il rapporto con Potenza?
«L’identità materana come riscoperta del nostro ruolo è tra i punti del nostro programma. Non ci sarà un rapporto conflittuale con Potenza, ma non ci sarà neppure un rapporto di sudditanza. Ci sarà un rapporto di pari dignità , colloquiale da pari a pari.
Non vogliamo essere egemoni ma non vogliamo essere nè gregari nè sudditi».

Ecco invece il nuovo consiglio comunale (grazie, Foscus!):

Sindaco: Buccico

Maggioranza
- Alleanza nazionale: 8
Romeo Sarra
GianMichele Vizziello
Nicola Rocco
Carlo Maria Lorusso
Francesco Paolo Rosmarino
Adriano Pedicini
Corrado Arfò
Nicola Di Marzio
- Forza Italia: 4
Michele Casino
Pasquale Stella Brienza
Emanuele Maria Nicoletti
Fabio Mazzilli
- Udc: 2
Giuliano Cappella
Domenico Fiore
- Francesco Saverio Acito
- Città Domani: 3
Eustachio Tataranni
Giuseppe Pentasuglia
Domenico Genchi
- Uniti per Matera: 2
Augusto Toto
Michele Andrulli
- Mo.Ma: 1
Vito Sasso
- MateraLab: 1
Carlo Antezza
- Matera Viva: 1
Cosimo Cinnella
- Matera che cambia: 1
Tommaso Perniola

Minoranza
- Franco Dell’Acqua
- L’Ulivo: 10
Maridemo Giammetta
Michele Corazza
Carmine Alba
Nico Trombetta
Luca Braia
Vincenzo Viti
Gaetano Santarsia
Vito Gaudiano
Francesco Paolo Bianchi
Aldo Chietera
- Udeur: 3
Bartolomeo Silvestri
Angelo Lapolla
Luigi Fiore
- Verdi: 1
Giovanni Angelino
- Sdi: 1
Michele Lamacchia

P.S.: Caro Sindaco, mi raccomando, fai rifare subito il sito del comune di Matera xkè è 1 pessimo biglietto da visita x la nostra città …. Magari, vi posso dare 1 mano pure io… ;)


05
giu 07

Polonia, esce dal coma dopo 19 anni e trova, a sorpresa, la democrazia

VARSAVIA – Un coma lungo diciannove anni, poi l’inaspettato risveglio. E la sorpresa: il comunismo non c’è più, la Polonia è un Paese democratico e l’economia di mercato è in piena espansione. Se non fosse una storia vera, quella accaduta a Jan Grzebsky, ferroviere polacco di 65 anni, sarebbe il soggetto dal quale è stato tratto il film Goodbye Lenin. Invece, accade questo. Precipitato nel 1988 – quando la Polonia era ancora al di là della cortina di ferro – in uno stato di totale incoscienza per un trauma cranico in seguito a un incidente di lavoro, Grzebsky era stato giudicato dai medici non guaribile. Anzi, non lasciando alcuna speranza ai suoi familiari, avevano decretato che l’uomo avrebbe potuto vivere in stato di coma non più di altri due o tre anni. Poi la morte.

Tuttavia, la moglie Gertruda ha sempre creduto al suo risveglio. “E’ stata lei a salvarmi, non lo dimenticherò mai” ha detto lo sconcertato ma felice Jan all’emittente Tvn24. Il medico dell’uomo, Boguslaw Poniatowski, ha raccontato che “per 19 anni la moglie di Jan ha svolto, da sola, il lavoro di un esperto team di infermieri, cambiando la posizione del paziente in coma ogni ora per evitare il formarsi di piaghe da decubito” e prendendosi cura di lui amorevolmente. Ma ciò che ha davvero lasciato senza fiato il ferroviere Grzebsky, quando il 12 aprile si è finalmente svegliato, è stato non trovare più la Polonia del generale Woiciech Jaruzelsky, di Papa Giovanni Paolo II, di Solidarnosc e di Lech Walesa, degli scioperi di Danzica e del Patto di Varsavia.

“Quando sono entrato in coma – ha raccontato l’uomo – negli scaffali dei negozi di Varsavia si potevano trovare solo tè e aceto, la carne era razionata e ovunque si snodavano code per la benzina”: la descrizione di un Paese al collasso, in piena e irreversibile crisi politica. “Ora, vedo per strada persone con il cellulare, e l’abbondanza di merce che trovo nei negozi mi fa girare la testa”.

In 19 anni Grzebsky ha attraversato un tunnel durato il tempo di una rivoluzione incruenta, durante il quale i suoi quattro figli si sono sposati e sono nati ben 11 nipoti. E lui ha sempre avuto accanto i suoi familiari: ha detto che, nella nebbia del coma, si è ricordato che moglie e figli erano spesso riuniti al suo capezzale nel tentativo di comunicare con lui. “Durante questi anni ho sentito ciò che gli altri mi dicevano ma non ero in grado di rispondere, è stato terribile”. Ora è vivo, e può raccontarla: la storia dell’uomo che è passato, dormendo, dal regime di Jaruzelski all’ossessione della “decomunistizzazione” dei gemelli Kaczynski.

da Repubblica.it
(2 giugno 2007)

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