«La sconfitta a Matera del centrosinistra? L’Unione se l’ è cercata. Se l’ è voluta. Sono stati commessi mille errori. E dire che io li avevo avvisati per tempo, mesi fa, quando si trattava di scegliere il candidato. Eh, se li avevo avvisati… Avevo parlato con Rutelli, poi con i Ds. Ma niente, niente da fare».
Una piccola pausa. Emilio Colombo, classe 1920, uno di quei senatori a vita che mantengono in piedi il governo Prodi quasi a ogni votazione, non è un lucano qualsiasi. Fa politica in Basilicata dal 1946, non da ieri: «Ai miei comizi venivano diecimila persone. Ma anche a Potenza riempivo le piazze. lo assicuro». Alle elezioni europee del 1979 Emilio Colombo raggiunse il record imbattuto di 900 mila preferenze personali nella circoscrizione del Meridione («nemmeno D’ Alema poi ci riuscì», ricorda tamburellando le dita sulla scrivania a palazzo Giustiniani, civetteria elegante e rapida).
Eppure nella campagna elettorale non è comparso. Perchè? «Davvero non lo so… Vede, non mi hanno invitato. E se non si è invitati non si va». Ma come, proprio lei che conosce la sua regione come nessuno, anzi che «è» la storia della Dc in quella terra, è rimasto a casa durante la campagna elettorale? «Ma meglio così, creda. Non che abbia tutta questa voglia di tenere comizi per le strade, alla mia età . E poi mi sono tenuto alla lontana da scontri, incomprensioni locali. Quindi nessun risentimento particolare».
Ma cosa aveva detto a Rutelli e ai Ds su Matera, senatore Colombo? «Nelle elezioni ha giocato il fattore della “materanità”. Chi conosce Matera, Potenza, insomma la Basilicata, sa di che si tratta. In questo caso l’ Unione ha scelto un candidato nuovo, poco conosciuto, voluto da ambienti della Margherita di Potenza. Tutte le volte che si è tentato di imporre qualcosa da Potenza, Matera si è sollevata in nome del prestigio e dell’ autonomia. Figuriamoci in una campagna elettorale per la carica di sindaco. Avevo spiegato, insisto, tutto questo a Rutelli e ai Ds».
Insomma il candidato Franco Dell’ Acqua, presentato dall’ Unione e battuto… «Buona persona, per carità. Ma il concorrente del centrodestra che poi ha vinto si chiama Emilio Nicola Buccico, grande avvocato, ex membro del Csm, senatore, peraltro mio buon amico, nominalmente uomo An ma stoffa di liberaldemocratico… ha avuto notevole appeal sugli elettori». Ma lei cosa aveva suggerito ai vertici dell’ Unione? «Una scelta semplice, quasi scritta nelle cose. Bisognava scegliere Vincenzo Viti, ex deputato della provincia di Matera, assai radicato sul posto, titolare di un prestigio analogo a quello di Buccico. Di cui fu compagno di scuola, sarebbe stato un bel duello alla pari. Invece abbiamo assistito a un duello impari». Secondo lei perché non le hanno dato retta, senatore Colombo? «Diciamo che Rutelli, la Margherita, l’ Unione hanno preferito ascoltare un certo consigliere regionale di Matera». Chi? «Adesso non ne ricordo il nome…» Riecco la civetteria, stavolta tipicamente democristiana. «Comunque un calcolo elettorale sbagliato che ha svelato scarsa conoscenza del territorio, delle situazioni politiche, delle personalità coinvolte, insomma di una intera realtà locale. Poi c’ è stato un altro sbaglio». Un altro ancora? E quale? «La presunzione, da parte del centrosinistra, di poter vincere sempre e comunque a prescindere dal candidato scelto».
Emilio Colombo si sistema appena una cravatta che non ha bisogno di aggiustamenti, tanto è impeccabile: «Ma ormai le rendite di posizione sono finite, non ci sono più i partiti a governare l’ elettorato come un tempo. Non bisogna provocare inutili irritazioni nell’ elettorato. Invece così è stato». Chi ha avuto più presunzione di vincere, come dice lei, sempre e comunque? Più la Margherita o più i Ds? «Gli uni e gli altri. Ma forse, in verità, più i Ds. Però adesso cosa importa. Gli errori sono stati compiuti, anzi voluti. E il centrodestra ha vinto. Pur rispettando molto il sindaco eletto, il bilancio per l’ Unione è allarmante».
Cosa dovrà fare il centrosinistra? «Semplicemente ricominciare da capo, non vedo altre strade dopo tutta questa catena di sbagli. Aprire un capitolo completamente nuovo. Leggo che si sta aprendo una crisi anche alla regione… era inevitabile». Cosa prova senatore Colombo? «Lo devo dire? Grande malinconia. Anzi dolore. E il fatto di averli avvisati non cambia niente in questi sentimenti. Perché aver avuto ragione non serve a niente, no?».
(articolo di Paolo Conti tratto dal Corriere della Sera di mercoledì 13 giugno 2007, pag. 13)
MATERA: NUOVA ERA
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Avvocato, 67 anni, Buccico è stato presidente del Consiglio nazionale forense e componente del Consiglio superiore della magistratura prima di essere eletto senatore, nell’attuale legislatura, tra le fila di An. Buccico.
Molti i festeggiamenti e gli auguri al neo sindaco della città che si è concesso qualche minuto di pausa prima di darsi ai giornalisti per una serie di interviste.
Per quanto riguarda la giunta si è parlato si una giunta di alto profilo?
VARSAVIA – Un coma lungo diciannove anni, poi l’inaspettato risveglio. E la sorpresa: il comunismo non c’è più, la Polonia è un Paese democratico e l’economia di mercato è in piena espansione. Se non fosse una storia vera, quella accaduta a Jan Grzebsky, ferroviere polacco di 65 anni, sarebbe il soggetto dal quale è stato tratto il film Goodbye Lenin. Invece, accade questo. Precipitato nel 1988 – quando la Polonia era ancora al di là della cortina di ferro – in uno stato di totale incoscienza per un trauma cranico in seguito a un incidente di lavoro, Grzebsky era stato giudicato dai medici non guaribile. Anzi, non lasciando alcuna speranza ai suoi familiari, avevano decretato che l’uomo avrebbe potuto vivere in stato di coma non più di altri due o tre anni. Poi la morte.