
(foto di ibmphoto24)
Per la nostra categoria di precari questo periodo non è il migliore… e ovviamente c’è precario e precario… la mia situazione di precarietà non è sicuramente negativa (praticamente l’unico punto nero è la tipologia contrattuale, per il resto mi trovo benissimo) come invece è quella degli ex-precari dell’APT Basilicata che hanno lasciato nei commenti di un mio post la loro denuncia che, a mio parere, merita la dedica di un intero post per far capire a tutti la dura vita del precario e per esprimere la mia solidarietà nei loro riguardi.
“La storia degli ex precari dell’Apt Basilicata
11 luglio 2008. L’Apt Basilicata pubblica un bando per la formulazione di una long list di esperti ai quali affidare consulenze e collaborazioni varie. Niente di nuovo. Si ripropone per l’Ente un vecchio problema: come rinnovare, poiché scaduti, gli incarichi a pseudo esperti e consulenti che lautamente remunerati, negli ultimi due anni, hanno fatto della Basilicata una regione “da mettere in scena perché ancora inedita”.
Pare, infatti, che prima della gestione commissariale dell’Apt, la Basilicata la conoscessero in pochi anche a causa di una promozione basata non su forme innovative di marketing ma su provoloni e tarantelle. Ora, invece, si è passati da una Basilicata ignorata ai più, a una regione ricca di fascino, con attrattive varie (anzi ultimamente solo una, che incentra l’asse del turismo regionale sulle sole Pietrapertosa e Castelmezzano: il Volo dell’Angelo), ma pur sempre da scoprire. E, mentre, la Basilicata sbarca su Second Life, senza provoloni, che lì son sciapiti, forse, di questo passo, fra qualche anno, questa regione si passerà a conoscerla per davvero, e probabilmente si smetterà anche di pagare profumatamente esperti in marketing e comunicazione, nostrani e d’oltralpe.
Questo, carissimi lettori, è solo un modo per iniziare a raccontare una storia lunga diversi anni, la nostra, all’interno di un Ente, quale l’Apt Basilicata, che ci ha elegantemente accompagnati verso la porta.
Una storia da denunciare con rabbia, perché tutti sappiano e ci si possa almeno illudere che davvero a vincere sulla giustizia non sia sempre la politica, come qualcuno, in questa, storia ebbe a dirci. … continua →