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scritto da in C'è Vita a Matera

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Puntuale come ogni anno, a fine settembre Matera si veste di rosa, si mette gli occhiali e si prepara a diventare la capitale europea del romanzo femminile. Anche quest’anno scrittrici di tutto il mondo arriveranno nella città dei Sassi per la nona edizione del Women’s Fiction Festival, Festival della narrativa femminile.


Le danze si apriranno il 27 settembre e si chiuderanno 3 giorni dopo, il 30. Il tema di quest’anno è “Leggo di gusto“.

Descrizioni barocche di ricche e sontuose tavole imbandite, pranzi pantagruelici, cibo spazzatura, fantasie compensatorie: c’è un cibo per ogni tempo e per ogni cultura. Al Women’s Fiction Festival si renderà omaggio al gusto di leggere e al leggere di gusto, con incontri e presentazioni di libri dedicati al cibo, laboratori di cucina, degustazioni e mercatini alimentari a Km 0 dove gustare i sapori della gastronomia locale. I protagonisti saranno l’alimentazione e il nutrimento del corpo e della mente.

Anche quest’anno Il programma comprende un Congresso internazionale per scrittori, master class condotte da scrittrici best seller, “Briefings for thriller writers” dedicati ai giallisti, appuntamenti a tu per tu tra scrittori, editor, agenti letterari e consulenti editoriali, incontri con il pubblico, happy hour, concerti e premiazioni letterarie.

Per maggiori informazioni e per scaricare il programma ufficiale della kermesse, visita il sito della manifestazione: http://www.womensfictionfestival.com/index.php.

scritto da in Io mamma?, Letture & Romanzi

4 commenti

Prima dell’entrata in vigore della legge Levi, per la quale dal 1° settembre non possono essere applicati sui libri sconti superiori al 15%, ho fatto scorta di libri “mammeschi”. E questo l’avevo già scritto. Da dove ho iniziato? Dalle “Confessioni di una mamma pigra” di Muffy Mead-Ferro. Credevo di non riuscirlo mai a finire e invece ce l’ho fatta. Forse con un po’ di fantasia (ma mica tanta!) potete immaginare dove l’ho letto… 🙂 🙂 🙂

Il libro è stato molto carino. Si legge molto velocemente ed è interessante perchè ci fa capire che non ci vogliono chissà quali complicate teorie pedagogiche per educare i nostri figli ma basta il nostro buonsenso per crescerli al meglio. Senza diavolerie moderne, senza riempirli di giochi, di TV. Sono molto d’accordo con la maggior parte delle cose scritte nel libro. Soprattutto quando si parla del fatto che oggi come oggi i bambini più hanno e più vogliono e meno apprezzano ciò che hanno. E così non imparano ad arrangiarsi da soli ma a volere volere e volere. Spero di riuscire a crescere mia figlia senza viziarla. Anzi, togliamo lo “spero”… ci riuscirò 🙂 Sperando che il papà ed i nonni collaborino…

I genitori che non vogliono trasformare i loro figli in «superfigli» hanno finalmente un’alternativa: il mondo delle mamme «pigre», dove i bambini imparano ad arrangiarsi da soli e i genitori sono più equilibrati. Le mamme pigre dicono «no» a tutte le filosofie che compromettono la capacità dei bambini di pensare autonomamente. Dicono «sì» a risparmiare tempo e denaro non mettendosi in competizione con genitori che impongono ai propri figli di eccellere a scuola, come nello sport e nel tempo libero. E dicono assolutamente «sì» ad avere una vita propria, sapendo che ciò li renderà dei genitori migliori. Questo libro spiritoso e provocatorio in realtà è un invito serissimo a considerare i bisogni effettivi dei propri figli, che non risiedono né nelle troppe cose che possiedono, né nelle mille attività che svolgono, bensì nella loro capacità di pensare e agire autonomamente, per diventare adulti consapevoli e dotati di autostima. (Fonte TEA)

Ti voglio vivere

Ago
2010
10

scritto da in Letture & Romanzi

3 commenti

Ogni tanto su questo canale scrivo il mio parere su alcune letture che mi concedo. Questa volta ho il piacere di parlare di un libro la cui autrice è una blogger come me e che ho conosciuto l’anno scorso al Materacamp.

Da mesi seguivamo i tuoi twit ed i suoi post, poi finalmente a metà giugno è approdato in tutte le librerie (o quasi) dello stivale il romanzo Ti voglio vivere di Rossella Rasulo (che nel web si fa chiamare Ninna). L’ho subito comprato ma, causa matrimonio, mi ci sono dedicata solo qualche settimana dopo.

Trama: Mel è una ragazza normale, diciassette anni, qualche incertezza, una migliore amica: Simona. Mel e Simona sono amiche da sempre. Non si somigliano, non la pensano allo stesso modo, ma non potrebbero mai fare a meno l’una dell’altra. Il problema è che Mel è anche Queen Bee, l’ape regina, l’autrice di un blog seguitissimo dove racconta tutte le sue disavventure sentimentali. Un blog il cui titolo è già una storia: “Molto sedotta e sempre abbandonata”
Nessuno conosce la sua doppia identità, nessuno tranne Simona. Ma c’è un altro segreto, un segreto dal quale dipende un’amicizia e che si chiama: Max. Con il suo arrivo le cose si complicano. La doppia identità entra in crisi e l’amicizia vacilla.

“Ti voglio vivere” è il racconto di un amore possibile e impossibile. La storia appassionante di tre amiche: Simona, Mel e Queen Bee.

Dico subito che ho finito il libro in 1 giorno solo! Quando la scrittura è godibile e la storia è piacevole non si fa fatica a finire un libro, anzi, vien voglia di leggerlo subito. Ti voglio vivere è principalmente un libro per adolescenti, dato che i protagonisti vanno al liceo ma è stato piacevole leggerlo anche a quest’età (che poi ho 28 anni e non 50, eh). L’unica cosa che mi ha lasciata perplessa è un po’ il finale, me l’aspettavo diverso. Ma in quasi tutti i libri mi aspetto finali diversi… bho!

Insomma, lettura consigliata!

scritto da in Letture & Romanzi

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Durante lo scorso Women’s Fiction Festival, ho avuto modo di ascoltare la scrittrice Giuseppina Torregrossa, autrice del romanzo “Il conto delle minne“. Sono davvero rimasta affascinata dal suo modo semplice e schietto di raccontarsi e ciò ha sollecitato la mia convinzione ad acquistare il suo romanzo. Già ne avevo sentito parlare molto bene, ma il suo incontro è stato la ciliegina sulla torta, anzi, sulla minna (visto che siamo in tema). E ne ho anche approfittato per farmi autografare il volume acquistato.

conto_delle_minne

Tra i generi che preferisco, uno è sicuramente rappresentato dai romanzi ambientati in tempi e culture differenti dai miei e che raccontano storie di un passato lontano nel tempo ma vicino come tradizione. “Il conto delle minne” per me appartiene proprio a questo genere. La protagonista è Agata, una giovane donna palermitana, insieme alle donne della sua famiglia: in primo luogo le nonne Agata e Margherita e le bisnonne Luisa e Assunta, le cui storie si intrecciano con la vita di Agata e il cui filo conduttore è rappresentato dalle loro minne.

Ecco la sinossi riportata sulla copertina del libro:

Ogni anno, il cinque di febbraio, nonna Agata vuole accanto a sé la nipote Agatina per insegnarle i segreti della preparazione dei dolci in onore della santa di cui entrambe portano il nome. Mentre impastano le cassatelle a forma di seno, le minne, la nonna racconta il martirio della Santuzza, cui il crudele console Quinziano, non sopportando di sentirsi respinto, fece tagliare le mammelle.
La vicenda drammatica e spaventosa offre l’occasione per mettere in guardia la nipotina su una delle regole del mondo maschile: «… Devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane».
Questo è solo uno dei tanti avvertimenti, proverbi, consigli che – insieme alla ricetta delle cassatelle – nonna Agata lascia in eredità alla nipote, ingredienti indispensabili a fare di lei una donna. E proprio da qui, dal profumo di ricotta e cioccolato che pervade la cucina dove Agatina ascolta rapita lu cuntu, il racconto della nonna, parte la rievocazione della grande storia di due famiglie siciliane e delle loro donne fiere o meschine, timide o focose.
È la voce della più giovane, Agatina, ad accompagnarci lungo un secolo di storie a conoscere le nonne, le bisnonne, le zie; per ciascuna di loro le minne che portano sul petto hanno un significato speciale: grandi o quasi assenti, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o ammalorate, esse diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della loro femminilità, del loro orgoglio, del loro straordinario potere o della sottomissione alle dure leggi del mondo maschile.
Il conto delle minne – non si stancava di ripetere nonna Agata – dev’essere pari: due seni, e due dolci, per ogni fanciulla. Ma la vita è imprevedibile e il seno, morbido viatico di gioia e nutrimento, può celare in sé anche la malattia e il disamore: i conti, allora, potrebbero non tornare…
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