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02
dic 10

[Recensione] Quello che le mamme non dicono (ma vorrebbero dire)

Era da tempo che ero davvero incuriosita da questo libro. Un libro su mamme, “nani”, gravidanza. In realtà non ero troppo coinvolta e dunque invogliata a leggerlo. Non ero incinta, non ero mamma, non avevo a che fare con i “nani” (tranne quelli del giardino). Dunque, ‘ndo sta la motivazione? Per leggere un libro bisogna essere motivati, no?

Ma ora le cose stanno in modo diverso. Ho la panza. Ma non quella che viene quando si bevono troppe bibite gasate (o si mangia pasta con i fagioli). Ebbene sì, ho fatto outing dappertutto ma qui mi mancava: sono incinta! E tra pochi giorni entro nel 5° mese. Mi perdonate questo piccolo segreto, lettori miei? I hope so. (Ovviamente quando saprò se è m o f ve lo farò sapere. Per ora fa il/la dispettoso/a e ci mostra il culetto ma l’importante è che stia bene)

Dicevamo del libro. Niente, un bel giorno è stato aperto lo store italiano di Amazon e io ho fatto la spesa. Tra i titoli acquistati, c’è Tata Lucia (di S.O.S. Tata) ma anche il libro di cui intendo parlare in questo post “Quello che le mamme non dicono” di Chiara Cecilia Santamaria.

C’era una volta una ragazza che aveva appena compiuto 27 anni, divideva la sua vita tra contratti a progetto, aperitivi, feste, uscite con le amiche. Era fidanzata da meno di un anno, uscita di casa da pochi mesi e nei suoi programmi rientrava tutto tranne… una bambina!

Sei in attesa? Sei mamma? Vuoi avere un bebè? Non puoi non leggere questo libro. Al contrario dei vari manuali della gravidanza, questa mi sembra una guida molto più pratica alla maternità: ironica, divertente ma anche piena di insegnamenti utili da mamma a (futura/potenziale) mamma. Chiara, l’autrice, è la mamma di Viola, detta Polpetta, che ora ha 2 anni. Ha scritto questo libro durante la gravidanza e i primi mesi di vita della sua bimba. Perciò è un romanzo che parla di lei, del suo rapporto con la gravidanza, con la neonata e con la vita da mamma. Ma il modo in cui è scritto fa scompisciare dalle risate. Ho letto qualche pagina anche a mio marito e ha gradito molto!

Quello che le mamme non dicono è la storia di un percorso, la storia d’amore travagliata e intensa tra una madre e una figlia ma, soprattutto, una storia di ribellione. Allo stereotipo imperante della mamma, quella che lascia indietro le parti più interessanti di sè per dedicarsi completamente al pupo. Al luogo comune dell’istinto materno, che dovrebbe trasformare qualsiasi donna dall’oggi al domani nella mammina perfetta. Ai tabù ancora in piedi, che vietano categoricamente di parlare dei momenti neri della maternità, e che fanno sentire in colpa le donne che li attraversano. All’omertà della “mamma del parco”, che ti dirà sempre e comunque che suo figlio mangia-e-dorme.

Le avventure di questa wondermum (che ha anche una rubrica, WonderLife su PianetaMamma) continuano sul suo blog, che è nato in parallelo alla sua gravidanza (e al libro).

Davvero consigliato come regalo di Natale.


10
ago 10

Ti voglio vivere

Ogni tanto su questo canale scrivo il mio parere su alcune letture che mi concedo. Questa volta ho il piacere di parlare di un libro la cui autrice è una blogger come me e che ho conosciuto l’anno scorso al Materacamp.

Da mesi seguivamo i tuoi twit ed i suoi post, poi finalmente a metà giugno è approdato in tutte le librerie (o quasi) dello stivale il romanzo Ti voglio vivere di Rossella Rasulo (che nel web si fa chiamare Ninna). L’ho subito comprato ma, causa matrimonio, mi ci sono dedicata solo qualche settimana dopo.

Trama: Mel è una ragazza normale, diciassette anni, qualche incertezza, una migliore amica: Simona. Mel e Simona sono amiche da sempre. Non si somigliano, non la pensano allo stesso modo, ma non potrebbero mai fare a meno l’una dell’altra. Il problema è che Mel è anche Queen Bee, l’ape regina, l’autrice di un blog seguitissimo dove racconta tutte le sue disavventure sentimentali. Un blog il cui titolo è già una storia: “Molto sedotta e sempre abbandonata”
Nessuno conosce la sua doppia identità, nessuno tranne Simona. Ma c’è un altro segreto, un segreto dal quale dipende un’amicizia e che si chiama: Max. Con il suo arrivo le cose si complicano. La doppia identità entra in crisi e l’amicizia vacilla.

“Ti voglio vivere” è il racconto di un amore possibile e impossibile. La storia appassionante di tre amiche: Simona, Mel e Queen Bee.

Dico subito che ho finito il libro in 1 giorno solo! Quando la scrittura è godibile e la storia è piacevole non si fa fatica a finire un libro, anzi, vien voglia di leggerlo subito. Ti voglio vivere è principalmente un libro per adolescenti, dato che i protagonisti vanno al liceo ma è stato piacevole leggerlo anche a quest’età (che poi ho 28 anni e non 50, eh). L’unica cosa che mi ha lasciata perplessa è un po’ il finale, me l’aspettavo diverso. Ma in quasi tutti i libri mi aspetto finali diversi… bho!

Insomma, lettura consigliata!


19
apr 10

[Recensione] The lonely hearts club

Qualche giorno fa, Chiara mi ha proposto di leggere e recensire un nuovo romanzo scritto da Elizabeth Eulberg ed intitolato The Lonely Hearts Club, edito dalla casa editrice Fazi Editore. Visto che il libro rispettava le caratteristiche di quelli che vengono recensiti qui (fa parte di quel filone chiamato chick-lit), ho accettato con piacere.

Arrivato il libro, me lo sono letteralmente spolpato in due giorni, come al mio solito. Innanzitutto occorre scrivere che questo è il primo romanzo della Eulberg e che il target a cui si riferisce è soprattutto adolescenziale, dunque è rivolto soprattutto alle ragazze che frequentano la scuola superiore, visto che la storia ha quell’ambientazione.

The Lonely Hearts Club è una storia fresca e positiva di amicizia al femminile attraverso le note e le atmosfere beatlesiane a cui lo stesso titolo e il nome della protagonista sono ispirati.

“Io sottoscritta, Penny Lane Bloom, giuro solennemente di non uscire mai più con un ragazzo sino alla fine dei miei giorni. Si, va bene, magari tra dieci anni o giù di lì, quando non vivrò più a Parkview, Illinois, e non andrò più al liceo McKinley, potrò anche ripensarci, ma per adesso ho chiuso con i ragazzi. Sono tutti sporchi, bugiardi e traditori. La feccia dell’umanità. Dal primo all’ultimo. L’incarnazione stessa del male. Qualcuno a prima vista sembra onesto e gentile, certo, ma non appena ha ottenuto ciò che vuole, ti molla e punta al bersaglio successivo. Sicché, basta ragazzi. Non esco più con nessuno. Fine delle trasmissioni.”

Trama: Penny Lane è stufa dei ragazzi e stufa di uscire con loro, quindi ha deciso: basta. Troppi appuntamenti noiosi e troppi tradimenti le hanno fatto collezionare sofferenze e delusioni una dopo l’altra. Ben presto, però, molte delle sue compagne vogliono saperne di più della sua scelta personale: sembra infatti che Penny non sia l’unica a non volerne più sapere dei ragazzi. Nel suo liceo la voglia di smettere di fare di tutto per piacere al ragazzo dei propri sogni si sta diffondendo a macchia d’olio. Di qui, la decisione di dare una forma e uno statuto a questa ritrovata indipendenza dagli affari di cuore: le ragazze “liberate” dai condizionamenti dell’amore decidono così di fondare il Lonely Hearts Club. Perché i ragazzi vanno e vengono ma le amiche sono per sempre. Penny Lane sarà la leader orgogliosa e combattiva del club che, attraverso la riscoperta solidarietà tra amiche, conquisterà il massimo della popolarità nel liceo. Peccato, però, che un giorno incontrerà un ragazzo che ne metterà a dura prova le convinzioni.

Stephenie Meyer, autrice della saga di Twilight, che è anche rivolta ad un pubblico adolescenziale, ha definito The Lonely Hearts Club «un libro imperdibile per chiunque si sia mai innamorato o abbia mai sofferto per amore. Un fantastico e divertentissimo esordio».

A me il libro è piaciuto. Sì, forse alla mia età è più idoneo un romanzo della Kinsella, visto che di solito si tende a mettersi nei panni della protagonista delle storie che leggiamo e in questa la protagonista ha 16 anni, ma la mia parte ancora adolescente ha gradito. Insomma, se avessi avuto 10 anni di meno forse l’avrei apprezzato ancora di più.

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