Articoli Taggati ‘mamma’

scritto da in Io mamma?, Sport

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Diciamo che ci ero arrivata da sola e poi ne ho avuto la conferma: dopo una gravidanza uno dei trucchi per tornare in forma è il proprio bambino. In che senso? Diciamo che prendersi cura di lui comporta un oneroso dispendio di energie. E poi c’è la casa che dev’essere sempre in ordine perchè c’è gente che va e viene per conoscere il nuovo arrivato. La spesa, il bucato… ma non basta, i kg di troppo continuano ad essere presenti. Cosa ci potrebbe aiutare?

Senza andare lontanissimo, una delle attività che credo mi aiuterà a tornare nei miei vecchi vestiti (che ho dovuto accantonare perchè non ci entro proprio, tra tette da mucca e fianchi incicciti) è scorazzare la mia cucciola nella carrozzella. Il programma per il momento vede una bella passeggiatona mattutina da 1,5-2 ore fatta di salite e discese ovviamente all’ombra così la piccola respira ossigeno fresco e la sottoscritta rassoda il fondoschiena. E come si sente che fa effetto. Considerate che la mia cucciola pesa circa 5 kg e il suo “abitacolo” supera la decina. Ci sono le ruote, sì, ma pesa comunque. Ah, anche i bicipiti ringraziano.

Poi ho scoperto su internet che c’è una vera e propria ginnastica per le mamme, il MammaFit, “un programma di allenamento dedicato alle neo-mamme che possono esercitarsi in compagnia dei propri bambini. E’ una ginnastica basata su esercizi di allungamento e tonificazione con l’ausilio della carrozzina, passeggino o marsupio che diventa parte integrante della lezione.” Figherrimo!

Per esempio, guardiamo un po’ cosa si può fare con il pupo nel marsupio:

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Sono mamma!

Mag
2011
09

scritto da in Cronache appanzate, Io mamma?, Questa è la mia Vita

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Tutto è iniziato esattamente una settimana fa. Erano le 15.45 e io mi stavo riposando sul mio letto. All’improvviso sento un “crack” proveniente dalla mia pancia e sento scendere un liquido. Mi sveglio e mi precipito in bagno. Oh, oh… avevo rotto le acque!!! Chiamo subito mia madre e mio marito e racconto loro cosa è successo. Sono nel panico. Mi chiedo come cavolo farò ad arrivare in ospedale con questo fiume in piena. Prendo così un asciugamano, lo metto tra le gambe e mi preparo per andar via. Arriva mio marito e… si va!

Quando arrivo in ospedale mi visitano e un po’ mi scoraggio perchè mi dicono che là dentro è tutto chiuso e ci potrei mettere molto tempo per vedere mia figlia. Io prego e spero di non arrivare all’induzione e che il travaglio parta così spontaneamente. Mi fanno il tracciato e le contrazioni ci sono anche se irregolari.

Ma le mie preghiere sono state ascoltate: alle 22 circa il travaglio parte spontaneamente con contrazioni regolari ogni 3 minuti. Mio marito diventa il mio personal coach del travaglio: cronometra le contrazioni, mi aiuta nel concentrarmi sulla respirazione, mi fa distrarre durante le pause, mi fa mangiare e bere, mi fa i massaggi sulla schiena. E inizia una notte veramente travagliata mentre là fuori si scatenano lampi e fulmini. Ogni 2 ore vengo visitata e per fortuna la dilatazione inizia e va alla grande, ho solo il collo dell’utero un po’ posteriore, ma viene avanti anche quello. Durante il travaglio l’ostetrica di turno, molto in gamba, mi fa utilizzare la palla e una sedia particolare. Ma alla fine i dolori solo proprio atroci, l’ultima ora di travaglio è stata quella più brutta, non ce la facevo davvero più, avevo perso ogni forza, considerando poi che è successo tutto di notte…

Insomma alle 4,30 circa entriamo in sala parto con la dilatazione completa di 10 cm. E inizia la parte più difficile. Spingi, spingi ma Paola fa fatica a scendere. Io sono stremata. Poi avendo perso le acque è tutto più difficile. Dopo 1 ora e mezza di spinte, incoraggiata costantemente dal ginecologo e dall’ostetrica (e sono stata davvero fortunata ad essere stata seguita da due persone davvero professionali ed umane) finalmente quella decisiva. Episiotomia e Paola finalmente, alle 6.15, esce, con un giro di cordone intorno al collo, e riempe la sala parto con il suo pianto. Mio marito ed io al settimo cielo. Lei mi sembra enorme e mi sembra impossibile che sia riuscita a stare nella mia pancia! In effetti è una bella bambina di 50 cm per 3,280 kg. Appena la mettono sul mio petto lei magicamente smette di piangere. Poi la portano dalla neonatologa per i controlli mentre io rimango là per il secondamento, durato davvero 2 minuti, e per il “ricamo” finale. Alla fine sono uscita dalla sala parto sulle mie gambe, evviva il parto naturale!!!

Certo, il fastidio per i punti c’è, e come! Però passa davvero in brevissimo tempo, soprattutto con mia figlia accanto.

Giovedì 5 siamo uscite dall’ospedale e siamo tornate a casa. Che felicità! E ieri abbiamo fatto la nostra prima uscita tutti e tre felici e contenti.

Che dire? Essere mamma è davvero una cosa meravigliosa ed essere mamma di Paola è un dono del cielo perchè è davvero una bimba dolcissima, tenera e tutta da strapazzare di baci. E quella del parto, nonostante tutto, è un’esperienza da ripetere!

scritto da in Cronache appanzate, Letture & Romanzi

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Era da tempo che ero davvero incuriosita da questo libro. Un libro su mamme, “nani”, gravidanza. In realtà non ero troppo coinvolta e dunque invogliata a leggerlo. Non ero incinta, non ero mamma, non avevo a che fare con i “nani” (tranne quelli del giardino). Dunque, ‘ndo sta la motivazione? Per leggere un libro bisogna essere motivati, no?

Ma ora le cose stanno in modo diverso. Ho la panza. Ma non quella che viene quando si bevono troppe bibite gasate (o si mangia pasta con i fagioli). Ebbene sì, ho fatto outing dappertutto ma qui mi mancava: sono incinta! E tra pochi giorni entro nel 5° mese. Mi perdonate questo piccolo segreto, lettori miei? I hope so. (Ovviamente quando saprò se è m o f ve lo farò sapere. Per ora fa il/la dispettoso/a e ci mostra il culetto ma l’importante è che stia bene)

Dicevamo del libro. Niente, un bel giorno è stato aperto lo store italiano di Amazon e io ho fatto la spesa. Tra i titoli acquistati, c’è Tata Lucia (di S.O.S. Tata) ma anche il libro di cui intendo parlare in questo post “Quello che le mamme non dicono” di Chiara Cecilia Santamaria.

C’era una volta una ragazza che aveva appena compiuto 27 anni, divideva la sua vita tra contratti a progetto, aperitivi, feste, uscite con le amiche. Era fidanzata da meno di un anno, uscita di casa da pochi mesi e nei suoi programmi rientrava tutto tranne… una bambina!

Sei in attesa? Sei mamma? Vuoi avere un bebè? Non puoi non leggere questo libro. Al contrario dei vari manuali della gravidanza, questa mi sembra una guida molto più pratica alla maternità: ironica, divertente ma anche piena di insegnamenti utili da mamma a (futura/potenziale) mamma. Chiara, l’autrice, è la mamma di Viola, detta Polpetta, che ora ha 2 anni. Ha scritto questo libro durante la gravidanza e i primi mesi di vita della sua bimba. Perciò è un romanzo che parla di lei, del suo rapporto con la gravidanza, con la neonata e con la vita da mamma. Ma il modo in cui è scritto fa scompisciare dalle risate. Ho letto qualche pagina anche a mio marito e ha gradito molto!

Quello che le mamme non dicono è la storia di un percorso, la storia d’amore travagliata e intensa tra una madre e una figlia ma, soprattutto, una storia di ribellione. Allo stereotipo imperante della mamma, quella che lascia indietro le parti più interessanti di sè per dedicarsi completamente al pupo. Al luogo comune dell’istinto materno, che dovrebbe trasformare qualsiasi donna dall’oggi al domani nella mammina perfetta. Ai tabù ancora in piedi, che vietano categoricamente di parlare dei momenti neri della maternità, e che fanno sentire in colpa le donne che li attraversano. All’omertà della “mamma del parco”, che ti dirà sempre e comunque che suo figlio mangia-e-dorme.

Le avventure di questa wondermum (che ha anche una rubrica, WonderLife su PianetaMamma) continuano sul suo blog, che è nato in parallelo alla sua gravidanza (e al libro).

Davvero consigliato come regalo di Natale.

Torta di rose

Mag
2008
11

scritto da in Clarita in Cucina, Momenti di Festa

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Oggi è la festa della mamma e non si può non festeggiarla in un modo speciale. Iniziamo regalandole un’azalea dell’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che come ogni anno torna nelle piazze italiane per raccogliere fondi per la ricerca dei tumori femminili. Eppoi preparariamole un bel dolce, no?

La ricetta di questa domenica è proprio un dolce da offrire alla propria mamma. Un buonissimo dolce scoperto grazie alla cara Stefania (ma vuoi deciderti ad aprirti un blog?) e confermato preparandolo anche con le mie mani: la torta di rose. Non è facilissimo da realizzare però l’effetto visivo finale è straordinario e ne vale la pena… Consigliato a coloro che vengono invitate a pranzo della suocera: effetto sbalorditivo assicurato!!!


(foto di tomoeyukishiro)

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