Articoli Taggati ‘matera’

scritto da in C'è Vita a Matera, Web Area

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Apprendo da Donato che finalmente anche Matera è visibile in modalità street view su Google Map.

Non appena l’ho letto, mi sono subito fiondata sul sito per vedere come si vede casa mia con lo street view. Ebbene, la Google Street Car, che ha passato in rassegna tutte le strade della mia città (quelle percorribili con la macchina, perchè nelle straduzze nei Sassi è un po’ difficile farlo), non è passato davanti a casa mia. Ho capito, si trova in ZTL (Zona a Traffico Limitato) ma ciò non vuol dire che la strada in cui abito non sia percorribile. E poi anche se è ZTL, visto che sono decine e decine gli abusivi che ogni giorno occupano impropriamente la strada (vigili, quando vi svegliate un pochino? dovete passare in continuazione da queste parti) causando tantissimi disagi ai residenti (soprattutto quando occupano i pochi parcheggi per noi disponibili e così siamo costretti a mettere la macchina “in capo al mondo” e a portare la spesa a piedi), almeno la Google Street Car avrebbe avuto un buon motivo per percorrerla, no?

Insomma, sono rimasta delusa. Google Street Car, la prossima volta che passi da queste parti (se ci sarà una prossima volta), non dimenticarti di passare davanti a casa mia, ok?

Comunque l’automobile di Google ha anche beccato un matrimonio 🙂

scritto da in C'è Vita a Matera

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Dal 1° ottobre anche Matera ha la sua condotta Slow Food anche se l’inaugurazione ufficiale avverrà domani sera, 8 gennaio, alle ore 20,00 presso l’Hotel San Domenico.

Ma cosa significa Slow Food?

“Fondata da Carlo Petrini nel 1986, Slow Food è diventata nel 1989 una associazione internazionale. Nata a Bra, oggi conta 100 000 iscritti, con sedi in Italia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Francia, Giappone, Regno Unito (in ordine di costituzione) e aderenti in 130 Paesi.

Slow Food significa dare la giusta importanza al piacere legato al cibo, imparando a godere della diversità delle ricette e dei sapori, a riconoscere la varietà dei luoghi di produzione e degli artefici, a rispettare i ritmi delle stagioni e del convivio.

Slow Food afferma la necessità dell’educazione del gusto come migliore difesa contro la cattiva qualità e le frodi e come strada maestra contro l’omologazione dei nostri pasti; opera per la salvaguardia delle cucine locali, delle produzioni tradizionali, delle specie vegetali e animali a rischio di estinzione; sostiene un nuovo modello di agricoltura, meno intensivo e più pulito.

Slow Food, attraverso progetti (Presìdi), pubblicazioni (Slow Food Editore), eventi (Terra Madre) e manifestazioni (Salone del Gusto, Cheese, Slow Fish) difende la biodiversità e i diritti dei popoli alla sovranità alimentare.

La rete dei 100 000 associati di Slow Food è suddivisa in sedi locali – dette Condotte in Italia e Convivium nel mondo, coordinate da Convivium leader che si occupano di organizzare corsi, degustazioni, cene, viaggi, di promuovere a livello locale le campagne lanciate dall’associazione, di attivare progetti diffusi come gli orti scolastici e di partecipare ai grandi eventi organizzati da Slow Food a livello internazionale. Sono attivi piùq di 1000 Convivium Slow Food in 130 Paesi, comprese le 410 Condotte in Italia”. (fonte: Slow Food)

Il primo evento firmato dalla condotta Slow Food di Matera è in programma martedì 19 gennaio presso l’Hotel Hilton Garden Inn: “A cena con Gherardo Colombo“, noto magistrato impegnato anche nelle vicessitudini di Mani Pulite, con la presentazione dei libri “Sulle regole” e “Sono stato io” accompagnata da un menù degustazione con vini offerti dalle tenute Iacovazzo. Per partecipare bisogna prenotarsi (leggi sul manifesto qui sotto come fare).

scritto da in C'è Vita a Matera

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La Befana porta un brutto regalo alle città che sono appena diventate Zona Franca Urbana, come Matera. Riporto sul mio blog il messaggio inviato su Facebook dal gruppo ALPE – Associazione Liberi Professionisti Europei ai suoi membri (tra cui ci sono io), scritto dall’avv. Maurizio Villani due giorni fa.

Foto di Brigante

“Il nuovo anno porta cattive sorprese per coloro che si sono insediati o si andranno ad insediare nelle 22 zone franche urbane, istituite dall’art. 1, comma 340, della Legge n. 296 del 27/12/2006, tra cui Lecce (Ecco l’elenco delle 22 “zone franche urbane”, selezionate in base a una serie di indicatori di disagio socio-economico sono Catania, Gela, Erice in Sicilia; Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria; Matera in Basilicata; Taranto, Lecce e Andria in Puglia; Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania; Campobasso in Molise; Cagliari, Quartu Sant’Elena e Iglesias in Sardegna; Velletri e Sora in Lazio; Pescara in Abruzzo; Massa Carrara in Toscana e Ventimiglia in Liguria), dopo l’autorizzazione UE del regime d’aiuto ottenuta con nota C-2009-8126 del 28 ottobre 2009.

Nella prima stesura normativa, infatti, le piccole microimprese che iniziano, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2008 ed il 31 dicembre 2012, una nuova attività economica nelle zone franche urbane potevano sperare di ottenere le seguenti agevolazioni fiscali:

  1. esenzione dalle imposte sui redditi per i primi cinque periodi d’imposta; per i successivi, l’esenzione era limitata per i primi cinque al 60%, per il sesto e settimo al 40% e per l’ottavo e nono al 20%;
  2. esenzione dall’IRAP, per i primi cinque periodi d’imposta, fino alla concorrenza di € 300.000, per ciascun periodo di imposta, del valore della produzione netta;
  3. esenzione dall’ICI, a decorrere dall’anno 2008 e fino all’anno 2012, per i soli immobili siti nelle zone franche urbane dalle stesse imprese posseduti ed utilizzati per l’esercizio delle nuove attività economiche;
  4. infine, esonero dal versamento dei contributi previdenziali.

Oggi, invece, con l’art. 9, comma 4, del D.L. 30 dicembre 2009 n. 194 (in G.U. n. 302 del 30 dicembre 2009), c.d. decreto mille proroghe, sono state apportate le seguenti, sostanziali modifiche, purtroppo con effetti retroattivi:

  1. innanzitutto, l’agevolazione fiscale è stata trasformata in semplice contributo;
  2. le precedenti lettere a) e b) sono state soppresse; di conseguenza, le imprese che si andranno ad installare nelle zone franche urbane non avranno alcuna esenzione dalle imposte dirette e dall’IRAP;
  3. del pari, nemmeno quelle già installate (e con i requisiti previsti dalla norma) potranno aspirare ad ottenere i suddetti benefici IRPEF ed IRAP che, peraltro, erano fruibili nell’ambito del c.d. regime del de minimis;
  4. rimangono soltanto (almeno sino ad ora!) i contributi per l’ICI e per i contributi previdenziali dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente, che potrebbero, inoltre, non essere “automatici”, come originariamente previsto, ma richiedere il preventivo assenso. In particolare, i contributi previdenziali riguardano le retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione che sarà definito con decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore a 12 mesi, e a condizione che almeno il 30% degli occupati risieda nel sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana. Per gli anni successivi, l’ammontare è limitato per i primi cinque anni al 60%, per il sesto e settimo anno al 40% e per l’ottavo e nono anno al 20%. Il contributo, inoltre, spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della zona franca urbana;
  5. inoltre, all’erogazione dei suddetti contributi dovranno provvedere i singoli Comuni, nei limiti delle poche risorse finanziarie individuate dalla delibera CIPE n. 14/2009 dell’08 maggio 2009 (in G.U. n. 159 dell’11/07/2009), sulla base delle singole istanze che i contribuenti interessati dovranno presentare dal 01 marzo 2010 in poi.

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scritto da in Questa è la mia Vita, Web Area

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Stamattina ho ricevuto un’email: Michelangelo mi ha comunicato che questo blog si trova nella top ten dei siti più popolari della Basilicata (secondo Alexa) e precisamente è al 5° posto. Se invece consideriamo i siti della Provincia di Matera, stai visitando il sito più popolare. Me l’aveva già detto qualche mese fa, ma ora sono avanzata di un paio di posti nella classifica e questo mi fa piacere.

Ma tutto ciò è grazie a voi, visitatori, che venite qui a trovarmi e che mi date sempre nuovi spunti per dei contenuti interessanti e utili. Grazie a tutti!