Articoli Taggati ‘precari’

scritto da in Cose Serie, Politica 2.0

1 commento

Diciamo che, secondo me, hanno fatto la scoperta dell’acqua calda. Lo sospettavo pesantemente ed ora la conferma: noi precari non percepiremo nessuna pensione. Già non abbiamo un lavoro sicuro e dobbiamo arrangiarci (e per noi donne lo scenario è ancora più terrificante “grazie” alle pari opportunità), ma poi dobbiamo anche far finta di nulla di fronte a questa notizia? Io non ci sto e voglio essere una di quelli che la diffonde nella rete.

Foto di Monica Arellano-Ongpin

“Ma io ricevo i contributi, non è vero che non avrò la pensione!” E no, caro, non funziona proprio così: “I contributi che stiamo versando (anzi, io non li verso più già da 9 mesi visto che non mi hanno più rinnovato il contratto) servono soltanto a pagare chi la pensione ce l’ha garantita. Perché l’Inps debba nascondere questa verità è evidente: per evitare la rivolta. Ad affermarlo non sono degli analisti rivoluzionari e di sinistra ma lo stesso presidente dell’istituto di previdenza, Antonio Mastrapasqua che, come scrive Agoravox, ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l’INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l’INPS gli “imprenditori di loro stessi” creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l’INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.

L’unico sistema che l’INPS ha trovato per affrontare l’amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.” (Fonte: Conti in tasca)

Chissà com’è ma mi viene subito da fare il paragone tra noi e i parlamentari, che prendono la pensione dopo 2 anni di onorato cazzeg… ehm… lavoro in Parlamento. Evviva, dai, continuiamo così, al peggio non c’è mai fine!!!

Denuncia precaria

Lug
2008
29

scritto da in Cose Serie

4 commenti


(foto di ibmphoto24)

Per la nostra categoria di precari questo periodo non è il migliore… e ovviamente c’è precario e precario… la mia situazione di precarietà non è sicuramente negativa (praticamente l’unico punto nero è la tipologia contrattuale, per il resto mi trovo benissimo) come invece è quella degli ex-precari dell’APT Basilicata che hanno lasciato nei commenti di un mio post la loro denuncia che, a mio parere, merita la dedica di un intero post per far capire a tutti la dura vita del precario e per esprimere la mia solidarietà nei loro riguardi.

La storia degli ex precari dell’Apt Basilicata

11 luglio 2008. L’Apt Basilicata pubblica un bando per la formulazione di una long list di esperti ai quali affidare consulenze e collaborazioni varie. Niente di nuovo. Si ripropone per l’Ente un vecchio problema: come rinnovare, poiché scaduti, gli incarichi a pseudo esperti e consulenti che lautamente remunerati, negli ultimi due anni, hanno fatto della Basilicata una regione “da mettere in scena perché ancora inedita”.
Pare, infatti, che prima della gestione commissariale dell’Apt, la Basilicata la conoscessero in pochi anche a causa di una promozione basata non su forme innovative di marketing ma su provoloni e tarantelle. Ora, invece, si è passati da una Basilicata ignorata ai più, a una regione ricca di fascino, con attrattive varie (anzi ultimamente solo una, che incentra l’asse del turismo regionale sulle sole Pietrapertosa e Castelmezzano: il Volo dell’Angelo), ma pur sempre da scoprire. E, mentre, la Basilicata sbarca su Second Life, senza provoloni, che lì son sciapiti, forse, di questo passo, fra qualche anno, questa regione si passerà a conoscerla per davvero, e probabilmente si smetterà anche di pagare profumatamente esperti in marketing e comunicazione, nostrani e d’oltralpe.

Questo, carissimi lettori, è solo un modo per iniziare a raccontare una storia lunga diversi anni, la nostra, all’interno di un Ente, quale l’Apt Basilicata, che ci ha elegantemente accompagnati verso la porta.
Una storia da denunciare con rabbia, perché tutti sappiano e ci si possa almeno illudere che davvero a vincere sulla giustizia non sia sempre la politica, come qualcuno, in questa, storia ebbe a dirci. || Read more