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Ti voglio vivere

Ago
2010
10

scritto da in Letture & Romanzi

3 commenti

Ogni tanto su questo canale scrivo il mio parere su alcune letture che mi concedo. Questa volta ho il piacere di parlare di un libro la cui autrice è una blogger come me e che ho conosciuto l’anno scorso al Materacamp.

Da mesi seguivamo i tuoi twit ed i suoi post, poi finalmente a metà giugno è approdato in tutte le librerie (o quasi) dello stivale il romanzo Ti voglio vivere di Rossella Rasulo (che nel web si fa chiamare Ninna). L’ho subito comprato ma, causa matrimonio, mi ci sono dedicata solo qualche settimana dopo.

Trama: Mel è una ragazza normale, diciassette anni, qualche incertezza, una migliore amica: Simona. Mel e Simona sono amiche da sempre. Non si somigliano, non la pensano allo stesso modo, ma non potrebbero mai fare a meno l’una dell’altra. Il problema è che Mel è anche Queen Bee, l’ape regina, l’autrice di un blog seguitissimo dove racconta tutte le sue disavventure sentimentali. Un blog il cui titolo è già una storia: “Molto sedotta e sempre abbandonata”
Nessuno conosce la sua doppia identità, nessuno tranne Simona. Ma c’è un altro segreto, un segreto dal quale dipende un’amicizia e che si chiama: Max. Con il suo arrivo le cose si complicano. La doppia identità entra in crisi e l’amicizia vacilla.

“Ti voglio vivere” è il racconto di un amore possibile e impossibile. La storia appassionante di tre amiche: Simona, Mel e Queen Bee.

Dico subito che ho finito il libro in 1 giorno solo! Quando la scrittura è godibile e la storia è piacevole non si fa fatica a finire un libro, anzi, vien voglia di leggerlo subito. Ti voglio vivere è principalmente un libro per adolescenti, dato che i protagonisti vanno al liceo ma è stato piacevole leggerlo anche a quest’età (che poi ho 28 anni e non 50, eh). L’unica cosa che mi ha lasciata perplessa è un po’ il finale, me l’aspettavo diverso. Ma in quasi tutti i libri mi aspetto finali diversi… bho!

Insomma, lettura consigliata!

scritto da in Letture & Romanzi

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Qualche giorno fa, Chiara mi ha proposto di leggere e recensire un nuovo romanzo scritto da Elizabeth Eulberg ed intitolato The Lonely Hearts Club, edito dalla casa editrice Fazi Editore. Visto che il libro rispettava le caratteristiche di quelli che vengono recensiti qui (fa parte di quel filone chiamato chick-lit), ho accettato con piacere.

Arrivato il libro, me lo sono letteralmente spolpato in due giorni, come al mio solito. Innanzitutto occorre scrivere che questo è il primo romanzo della Eulberg e che il target a cui si riferisce è soprattutto adolescenziale, dunque è rivolto soprattutto alle ragazze che frequentano la scuola superiore, visto che la storia ha quell’ambientazione.

The Lonely Hearts Club è una storia fresca e positiva di amicizia al femminile attraverso le note e le atmosfere beatlesiane a cui lo stesso titolo e il nome della protagonista sono ispirati.

“Io sottoscritta, Penny Lane Bloom, giuro solennemente di non uscire mai più con un ragazzo sino alla fine dei miei giorni. Si, va bene, magari tra dieci anni o giù di lì, quando non vivrò più a Parkview, Illinois, e non andrò più al liceo McKinley, potrò anche ripensarci, ma per adesso ho chiuso con i ragazzi. Sono tutti sporchi, bugiardi e traditori. La feccia dell’umanità. Dal primo all’ultimo. L’incarnazione stessa del male. Qualcuno a prima vista sembra onesto e gentile, certo, ma non appena ha ottenuto ciò che vuole, ti molla e punta al bersaglio successivo. Sicché, basta ragazzi. Non esco più con nessuno. Fine delle trasmissioni.”

Trama: Penny Lane è stufa dei ragazzi e stufa di uscire con loro, quindi ha deciso: basta. Troppi appuntamenti noiosi e troppi tradimenti le hanno fatto collezionare sofferenze e delusioni una dopo l’altra. Ben presto, però, molte delle sue compagne vogliono saperne di più della sua scelta personale: sembra infatti che Penny non sia l’unica a non volerne più sapere dei ragazzi. Nel suo liceo la voglia di smettere di fare di tutto per piacere al ragazzo dei propri sogni si sta diffondendo a macchia d’olio. Di qui, la decisione di dare una forma e uno statuto a questa ritrovata indipendenza dagli affari di cuore: le ragazze “liberate” dai condizionamenti dell’amore decidono così di fondare il Lonely Hearts Club. Perché i ragazzi vanno e vengono ma le amiche sono per sempre. Penny Lane sarà la leader orgogliosa e combattiva del club che, attraverso la riscoperta solidarietà tra amiche, conquisterà il massimo della popolarità nel liceo. Peccato, però, che un giorno incontrerà un ragazzo che ne metterà a dura prova le convinzioni.

Stephenie Meyer, autrice della saga di Twilight, che è anche rivolta ad un pubblico adolescenziale, ha definito The Lonely Hearts Club «un libro imperdibile per chiunque si sia mai innamorato o abbia mai sofferto per amore. Un fantastico e divertentissimo esordio».

A me il libro è piaciuto. Sì, forse alla mia età è più idoneo un romanzo della Kinsella, visto che di solito si tende a mettersi nei panni della protagonista delle storie che leggiamo e in questa la protagonista ha 16 anni, ma la mia parte ancora adolescente ha gradito. Insomma, se avessi avuto 10 anni di meno forse l’avrei apprezzato ancora di più.

Solo quattro mura

Mar
2010
25

scritto da in C'è Vita a Matera, Letture & Romanzi

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Di solito quando parlo di libri è perchè ne ho letto uno e ho voglia di recensirlo. Oggi faccio un’eccezione ma solo perchè lui è il fratello della mia migliore amica e ha talento da vendere.

Lui si chiama Gianluca Purgatorio, ha quasi 24 anni e ha appena pubblicato la sua opera prima. E’ un thriller dell’orrore che s’intitola “Solo quattro mura” – edito da 0111 edizioni.

“Solo quattro mura” è una silloge di brevi racconti aventi come filo conduttore il tema della morte, analizzato e narrato attraverso sei storie che spaziano dal thriller all’horror, fino a rasentare il fantastico, calate in atmosfere surreali, grottesche e claustrofobiche, tutte intrise di caratteri noir dove personaggi esemplari, stereotipi di categorie umane, si muovono all’interno delle scene interrogandosi e lottando contro inevitabili sentenze e destini esiziali.
Sei storie forti ed efficaci dai risvolti psicologici e intimistici che spesso sfociano nel metafisico, e dalle trame che si distinguono per spiccata originalità rivelando tutte, nella parte finale, il momento epifanico, il classico fattore a sorpresa sempre carico di effetto. Sin dalle prime pagine, una lettura avvincente e mai pesante, che di certo non lascerà immacolati e vergini i recessi del vostro animo.

Dove puoi acquistarlo? Oltre che in alcune librerie qui a Matera, ci sono vari portali che lo distribuiscono.

Il romanzo di Gianluca partecipa al concorso “Il Club dei Lettori“. Leggilo, votalo e partecipa subito all’estrazione finale di due bellissimi premi.

scritto da in Letture & Romanzi

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Durante lo scorso Women’s Fiction Festival, ho avuto modo di ascoltare la scrittrice Giuseppina Torregrossa, autrice del romanzo “Il conto delle minne“. Sono davvero rimasta affascinata dal suo modo semplice e schietto di raccontarsi e ciò ha sollecitato la mia convinzione ad acquistare il suo romanzo. Già ne avevo sentito parlare molto bene, ma il suo incontro è stato la ciliegina sulla torta, anzi, sulla minna (visto che siamo in tema). E ne ho anche approfittato per farmi autografare il volume acquistato.

conto_delle_minne

Tra i generi che preferisco, uno è sicuramente rappresentato dai romanzi ambientati in tempi e culture differenti dai miei e che raccontano storie di un passato lontano nel tempo ma vicino come tradizione. “Il conto delle minne” per me appartiene proprio a questo genere. La protagonista è Agata, una giovane donna palermitana, insieme alle donne della sua famiglia: in primo luogo le nonne Agata e Margherita e le bisnonne Luisa e Assunta, le cui storie si intrecciano con la vita di Agata e il cui filo conduttore è rappresentato dalle loro minne.

Ecco la sinossi riportata sulla copertina del libro:

Ogni anno, il cinque di febbraio, nonna Agata vuole accanto a sé la nipote Agatina per insegnarle i segreti della preparazione dei dolci in onore della santa di cui entrambe portano il nome. Mentre impastano le cassatelle a forma di seno, le minne, la nonna racconta il martirio della Santuzza, cui il crudele console Quinziano, non sopportando di sentirsi respinto, fece tagliare le mammelle.
La vicenda drammatica e spaventosa offre l’occasione per mettere in guardia la nipotina su una delle regole del mondo maschile: «… Devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane».
Questo è solo uno dei tanti avvertimenti, proverbi, consigli che – insieme alla ricetta delle cassatelle – nonna Agata lascia in eredità alla nipote, ingredienti indispensabili a fare di lei una donna. E proprio da qui, dal profumo di ricotta e cioccolato che pervade la cucina dove Agatina ascolta rapita lu cuntu, il racconto della nonna, parte la rievocazione della grande storia di due famiglie siciliane e delle loro donne fiere o meschine, timide o focose.
È la voce della più giovane, Agatina, ad accompagnarci lungo un secolo di storie a conoscere le nonne, le bisnonne, le zie; per ciascuna di loro le minne che portano sul petto hanno un significato speciale: grandi o quasi assenti, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o ammalorate, esse diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della loro femminilità, del loro orgoglio, del loro straordinario potere o della sottomissione alle dure leggi del mondo maschile.
Il conto delle minne – non si stancava di ripetere nonna Agata – dev’essere pari: due seni, e due dolci, per ogni fanciulla. Ma la vita è imprevedibile e il seno, morbido viatico di gioia e nutrimento, può celare in sé anche la malattia e il disamore: i conti, allora, potrebbero non tornare…
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