Articoli Taggati ‘Sophie Kinsella’

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Potevo non acquistare (e recensire) l’ultimo (per ora) capitolo della saga “I love shopping” di Sophie Kinsella? No, vero? Eccomi qua. Ho acquistato I love mini shopping pochi giorni dopo la sua “uscita” nelle librerie, ma l’ho iniziato solo qualche settimana fa.

Devo dirvi la “vera” verità: ero in fermento per questa nuova uscita ma un pochino pochino sono rimasta delusa. Becky è sempre irresistibilmente pazza e ora ha un’alleata in più nel suo hobby preferito: sua figlia Minnie, che a soli 2 anni è capace di superare la maestra-mamma negli acquisti. Quasi tutto il libro è incentrato sulle peripezie della nostra protagonista nell’organizzare una mega-super-fashionissima festa di compleanno a sorpresa per suo marito Luke. Il tutto in tempo di crisi economica, con tagli e risparmi. Ci riuscirà la nostra eroina?

Perchè sono rimasta un pochino pochino delusa? Il ritmo del libro è un po’ meno veloce del solito. Il coinvolgimento, secondo me, si fa più forte solo nel finale. Insomma, di solito i libri della Kinsella me li sbranavo in 2 giorni, per questo ci ho messo, invece, circa 2 settimane. Però è comunque un libro molto carino, adatto per rilassarsi e passare qualche momento con il sorriso sulle labbra.

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Qualche giorno fa, mentre passeggiavo per le vie del centro di Matera, ho dato un’occhiata, come faccio sempre, alla vetrina di un negozio di libri. Con grande sopresa (non ero aggiornata, maledetta estate!) ho scorto, tra le altre, la copertina del nuovo romanzo di una delle mie scrittrici preferite: Sophie Kinsella. Già il titolo mi è parso di per sè intrigante: La ragazza fantasma. Così sono entrata nel negozio e l’ho acquistato senza alcuna esitazione.

L’ho letto in soli 3 giorni. O meglio in sole 3 sere, visto che il tempo che dedico alla lettura cartacea è costituito da circa 30 minuti prima di addormentarmi.

Di cosa parla questo librone di ben 400 pagine circa?
A 27 anni niente funziona nella vita di Lara. Il fidanzato storico l’ha lasciata (e lei lo perseguita con sms e non si arrende), la sua nuova società di headhunting aperta con un’amica non decolla, è piena di debiti e la sua famiglia la considera un po’ picchiatella… Quando si trova costretta dai genitori ad andare al funerale di una vecchia prozia di 105 anni che oltretutto non ha mai conosciuto, Lara sente di aver toccato il fondo. Ma è proprio durante la funzione che le appare una ragazza, bellissima, diafana, originale, vestita incredibilmente come negli anni Venti, che le chiede con insistenza: “Dov’è la mia collana? Voglio la mia collana!” Chi è questa ragazza? E di quale collana parla? E com’è che solo Lara e nessuno dei presenti la vede? Insomma, va bene lo stress, ma addirittura avere le visioni! In effetti l’immaginazione di Lara è sempre stata molto fervida, ma quello che da questo momento le accadrà sorprenderà anche lei. Ciò che ancora non sa è che la misteriosa ragazza comparsa dal nulla, capricciosa, pungente e stravagante, vestita con meravigliosi abiti vintage, diventerà la sua guida, la sua amica più cara, la confidente perfetta, e che la ricerca dell’agognata collana si trasformerà per entrambe in una sorprendente avventura.

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Avevo già letto qualche recensione non proprio positivissima sul romanzo La signora dei funerali, scritto da Madeleine Wickham, vero nome di Sophie Kinsella. Ma, poichè la Kinsella è sempre la Kinsella, ero comunque curiosa di darci una lettura.

Questo libro è il primo romanzo della nota scrittrice inglese, è stato infatti scritto alla fine degli anni ’90. E si vede che l’autrice non era ancora matura per scrivere un libro tutto shopping e firme:

Fleur Daxeny è bella e affascinante, ma soprattutto è una donna senza scrupoli. Fornita di uno straordinario guardaroba di eleganti abiti neri, dopo aver letto i necrologi sul “Times”, Fleur si imbuca ai funerali e alle commemorazioni dei ricchi puntando a conquistare i vedovi inconsolabili. Dopo averli sedotti e soprattutto dopo aver messo mano alle loro carte di credito, e tutto questo con recalcitrante figlia al seguito, Fleur scompare senza lasciare tracce fino all’incontro con una nuova vittima ignara. Questo giochetto le riesce più volte fino al giorno in cui la donna incontra il noioso e prevedibile Richard Favour, alla commemorazione dell’amata moglie. Ancora una volta, da vera professionista, Fleur riesce a far breccia nel cuore del vulnerabile vedovo, ma le cose non vanno esattamente come lei aveva previsto…

Poco shopping, una storia di amore non trattata come si deve in un romanzo chick lit, una trama abbastanza originale ma molto prevedibile nel finale… io, che sono una che quando viene attratta da una storia la legge in pochissimo tempo, ho letto un paio di capitoli al giorno e ho finito il libro in 10 giorni (considerando che è di solo 300 pagine, circa, ci ho messo un bel pò – secondo i miei ritmi di lettura). La lettura comunque scorre agevolmente ed è abbastanza veloce.

Dunque, se vi aspettate un libro stile Kinsella, scordatevelo… Questo è un altro mondo!

Let’s chick lit!

Gen
2009
13

scritto da in Cose Serie, Letture & Romanzi

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(foto di …Sweet Poison…)

Come ogni anno, i primi giorni di gennaio sono dedicati a fare scorta di libri per l’inverno, possibilmente a prezzo ridotto perchè l’inverno è lungo e ce ne vogliono tanti. La scelta sullo stile dei romanzi di quest’anno conferma il filone dello scorso anno, cioè quello della chick lit.

Nello slang statunitense, chick è un termine informale per “ragazza” derivato da chicken (“pollastrella”); lit è l’abbreviazione di literature (“letteratura”). Pur presentando alcuni elementi in comune con il tradizionale romanzo rosa, il romanzo chick lit tende a essere umoristico e post-femminista nella sua rappresentazione della vita e dei rapporti sentimentali. Le protagoniste sono di solito donne dinamiche, alla moda, fra i venti e i quarant’anni, che vivono in grandi città (per esempio Londra o Manhattan) e lavorano in settori come l’editoria, la pubblicità, la finanza o la moda. Lo stile della narrazione tende a essere irriverente anche (o soprattutto) sugli argomenti sentimentali e sessuali.
Jane Austen e Anita Loos potrebbero essere considerate una precorritrici del chick lit; l’influenza della loro produzione si percepisce in molte opere del genere, e alcune autrici hanno esplicitamente dichiarato il proprio debito nei confronti di romanzi come Emma o Orgoglio e pregiudizio. Proprio di quest’ultimo si sente l’eco in quello che viene considerato il capostipite del chick lit, Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding, best-seller mondiale e usato come soggetto di un altrettanto fortunato film. Poco tempo dopo la pubblicazione di Bridget Jones, grande successo ebbe la serie televisiva Sex and the City, basata sul romanzo omonimo di Candace Bushnell, un altro classico del genere. Fra i romanzi chick lit di maggior successo si possono citare la serie di I love shopping di Sophie Kinsella e Il diavolo veste Prada di Lauren Weisberger.
(Fonte: Wikipedia)

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